Ex Blogger (già Vai Col Tuo Dio)

Questo era un blog per sperimentare. L'ho creato per vivere e capire in diretta un mondo affascinante: quello dei diari sul web. Non so se ho capito bene il loro significato e se ho trovato ciò che cercavo. So però che il blog mi ha portato via tanto tempo e sempre meno ne ho da dedicargli... per questo mi dichiaro ufficilmente un ex blogger! Ma ciò non esclude che ogni tanto torni a postare! ;)

Benvenuti a casa mia! :) Spero possiate divertirvi, intervenire, trovare risorse e lasciare contributi interessanti. Grazie per la visita, G.

Utente: gigideluca
Sono Luigi De Luca, per gli amici Gigi. Mi occupo di Comunicazione e mi piace scoprire e studiare le dinamiche del Web. Ho iniziato nel 1999 per gioco ed è finito per diventare il mio lavoro. Come potevo resistere all'avvento dei blog? :)

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Oggi do i numeri

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sabato, 24 ottobre 2009
In giro per l'Europa: Amsterdam-Lisbona

16 e 17/10
Al mattino, anzi all'alba, mi incammino verso la stazione: alle 6.37 ho il treno che mi porterà a Osnabruck per la prima tappa verso Amsterdam. Sulle ferrovie tedesche c'è poco da registrare, sono mostruosamente puntuali ed efficienti, cito soltanto questo: il 20 agosto ho comprato con 29 Euro il biglietto per il viaggio da Brema, per un totale di tre treni da prendere. Bene, praticamente due mesi prima della partenza conoscevo il binario di partenza! Addirittura in un cambio avevo solo 4 minuti a disposizione per la coincidenza, ma poiché si trattava del binario di fronte a quello di arrivo, non ci sarebbero state corse furiose da fare... e così è stato! Il treno è arrivato, ho attraversato il marciapede e sono salito sull'altro treno che era già in attesa ed è partito puntualissimo: è così che dovrebbero funzionare le ferrovie!
Alle 11 sono finalmente ad Amsterdam dove un po' alla volta incontrerò tutti gli altri: il 16 infatti è stato il mio compleanno e sono venuti a festeggiare con me amici provenienti da Roma, Bologna e Gaeta.
Su Amsterdam, non mi dilungherò, ci sono stato già quattro volte ed è una città che conosco abbastanza bene e che adoro per la sua architettura, per i suoi canali, per l'atmosfera sempre elettrica e allo stesso tempo pacifica e rilassante.
A titolo di cronaca cito alcune informazioni su questo breve soggiorno: l'hotel che ho scelto è stato il Tulip Inn, molto chic ma soprattutto perfettamente posizionato. Se sarete nei paraggi di questo hotel, è vivamente consigliata la colazione da Coffee Connection: apple pie con panna e brownie sono all'altezza della migliore tradizione americana (Eu. 7,50 con un the alla cannella).
Poi, il museo di Van Gogh merita sempre una visita (ma ricordate di comprare i biglietti (Eu. 13) in hotel o nei centri di informazione turistica se volete risparmiare file chilometriche!); ancora, l'affitto della bicicletta è indispensabile per vivere pienamente lo spirito della città (consiglio Yellow Bike, 13 euro al giorno assicurazione inclusa... è anche adiacente al locale dove fare colazione!); per finire un paio di note sul cibo: durante il giorno fate spuntini presso i botteghini che ci sono lungo i canali, si mangiano cose sane e fresche. Ovviamente sto parlando di pesce, anzi, veri e propri panini a base di aringhe, salmone e baccalà fritto: non fatevi impressionare perché sono ottimi (Eu. 7,50), mentre a cena si può optare per un ristorante etnico, Amsterdam infatti ne è piena proprio per via della sua tradizionale fama di città multietnica, storicamente centro nevralgico di scambi economici e, di conseguenza, culturali. Noi abbiamo scelto Tomo, come fatto anche a marzo, un sushi bar delizioso: pulito, buone porzioni, begli arredamenti e personale cortese.
Nota di colore: a marzo, girovagando per Vondel Park incrociai la strada con Franklin Rijkaard, stavolta invece, durante la notte di sabato ho incontrato fuori il nostro hotel la signora Ilary Blasi in Totti. Era con un'amica e rientrava verso il suo albergo. Indossavo sempre la mia benedetta sciarpetta della Roma, e siccome continuavo a fissare la Iena perché non ero convinto che si trattasse di lei, dopo un sorriso ha imboccato la porta girevole, mentre l'amica mi faceva cenno di "sì" con la testa e rideva, a confermarmi che avevo visto bene.
La Roma il giorno dopo ha perso 2-1 e Totti non ha giocato... non è che stava pure lui ad Amsterdam?! :)

18/10
La giornata la dedico al relax, alcuni amici iniziano a rientrare verso le loro basi e anche io preparo una nuova partenza. Prima, però, ci concediamo un fantastico pranzo da La Place, un ristorante che funziona con il principio del fast food, solo che non è squallido come di solito sono i locali di quel genere.
La Place è un trionfo di colori e odori, si passeggia tra sale enormi e ricche di cibo e si sceglie il proprio pasto che in parte si può comporre con le cose freschissime già preparate ed esposte, in parte invece può essere ordinato a proprio gusto e viene cucinato al momento, davanti ai propri occhi: è un po' come avere uno chef dedicato! Prendo un filetto di salmone arrosto con patate e una gran torta con mele e frutta secca.
Così, dopo un'ultima passeggiata e una sosta indimenticabile al Kadinski mi dirigo verso l'aeroporto dove alle 19 mi attende il prossimo aereo per Lisbona dove arriverò alle 21 ora locale.
Il tempo di arrivare all'hotel American Diamond's (autobus 745, fermata Picoas, Eu. 1,40 con biglietto a bordo) e mi resta giusto il tempo per orientarmi un po' e pianificare il percorso da fare il giorno successivo. Metto le lancette indietro di un'ora e crollo dal sonno.

19/10
L'hotel è ottimamente posizionato, in Italia sono stato molto attento a questo aspetto, perché se si hanno pochi giorni a disposizione è inutile perdere molto tempo negli spostamenti, meglio essere subito nel vivo dell'azione!
Di buon mattino esco e passeggio fino all'enorme piazza Marquese de Pombal (l'architetto che ha praticamente ricostruito Lisbona dopo il catastrofico terremoto del 1755), da qui prendo la metro blu fino a Baixo-Chiado e una volta tornato alla luce risalgo rua Augusta in direzione Rossio.
Questa strada acciottolata è colma di negozi di souvenir, bar, qualche spacciatore di rosmarino e mendicanti, e collega il maestoso arco di trionfo praticamente in riva al mare, alla piazza Dom Pedro IV, quella che per i locali è semplicemente il "Rossio".
All'incirca a metà strada m'imbatto nell'Elevador de Santa Justa, un ascensore con struttura in ferro battuto alto 45 metri e progettato da un allievo di Eiffel, con evidenti richiami allo stile del suo maestro.
Procedo fino a sbucare nella piazza detta "Rossio" e mi godo lo spettacolo offerto dalle fontane che adornano l'immenso spazio aperto su cui affacciano le strutture del teatro dell'opera e la stazione da cui partono i treni per Sintra.
Dopo una breve pausa fotografica, entro nell'adiacente praca da Figuera da cui si vede il castello-simbolo di Lisbona, e da qui proseguo verso la piazza di San Domingos luogo di ritrovo della comunità africana e sede dell'omonima chiesa, risparmiata dal terremoto catastrofico che colpì la città secoli fa e di cui è possibile ancora vedere le ferite inferte alla struttura. Segnalo che questa è in assoluto la chiesa più bella che ho visto durante il viaggio!
All'esterno c'è lo storico locale A Gingjinha dove per 1,10 euro provo questa celebrata bevanda locale a base di ciliegie sotto spirito. Gingjinha non è solo un liquore, è proprio un rito, un momento della giornata, una coccola che i lisbonetas si fanno in qualsiasi momento della giornata. E fanno bene!
Dopo quest'esperienza alcolica, punto verso le rovine del convento do Carmo che raggiungo inerpicandomi per i ripidi viottoli del Bairro alto.
La piazza del convento è fresca, musicale e rilassante, faccio un po' di spese in un negozio e mi fermo a pranzare al Royale Café (Eu. 12.30) dove c'è un'ottima connessione wi-fi per dare un'occhiata alla posta.
Al termine della sosta riscendo verso rua Augusta che stavolta percorro verso il mare e l'Arco da Vitoria in Praca do Comercio.
Nonostante ci siano dei lavori in corso, osservare il tramonto sul mare, con il ponte 25 aprile (esatta riproduzione del Golden Gate di S. Francisco) e la statua di Cristo Rei (eretta in onore di Gesù per aver risparmiato il Portogallo dagli orrori della II guerra mondiale è identica a quella di Rio) a fare da cornice, mi ripaga della fatiche fatte per arrivare fin qui. Lisbona è davvero bella!
Provato dalle lunghe passeggiate, rientro in hotel in metro e ceno in un locale vicino l'hotel (Maracanà) dove per 7.25 Euro mangio carne asada e un sandes caso e jamon.
Domani sarà la volta dell'Alfama, un'altra giornata impegnativa.

20/10
La giornata inizia senza fare colazione in hotel, mi dirigo nuovamente a praca da Figuera per provare le delizie della Confeitaria Nacional, la pasticceria più antica di Lisbona (1829). Trovo un angolo tranquillo, faccio il pieno di dolce e salato ma, soprattutto, provo le migliori pastéis de nata della città!
A questo punto non mi resta che dirigermi verso il castello, non prima di aver visitato la cattedrale , in stile romanico e costruita dai romani sulle rovine di una moschea araba. La chiesa è una delle più fotografate e nella viuzza che la cinge sferraglia il mitico tram 28, il mezzo di trasporto migliore per visitare questa parte della città. Il 28 è ormai un'attrazione turistica più che una linea regolare: sempre pieno, fa un giro della collina che dura 45 minuti ed è tutto a base di saliscendi vertiginosi: da provare!
Mentre procedo tra una foto e l'altra agli splendidi scorci, mi fermo a consultare la mappa e un gentilissimo signore mi avvicina per chiedermi se avevo bisogno di aiuto. Mi ritrovo così a fare la conoscenza di Carlos, che mi offre dell'ottimo vinho verde nel suo locale caratteristico (Garraferia S. Martinho, Largo S. Martinho N. 1/2)  e ci raccontiamo le nostre esperienze di viaggiatori. Carlos ha dell'ottimo vino, un formaggio di cui va orgoglioso che vuole a tutti i costi farmi assaggiare. Così non mi tiro indietro e mi fermo per una lunga pausa: è pomeriggio, fa caldo, non è orario per clienti e così ci piazziamo all'esterno su uno sgabellino a parlare, bere e fumare. Carlos ha tante cose da raccontare, a cominciare dalla sua vita fatta di lunghi anni di esperienze professionali in Brasile, Sudafrica, Italia e, infine, nella sua Lisbona dove ha aperto il locale da soli 40 giorni. Ci salutiamo con la promessa di rivederci, non vorrebbe farmi pagare il conto, ma insisto perché mi ha accolto in casa sua e perché tutto era buono, a cominciare dall'atmosfera: questi sono i piaceri nascosti che sono riservati ai viaggiatori solitari!
Dopo l'ultima salita arrivo finalmente alla fortezza de Sao Jorge, un pezzo di storia millenaria della città che ha visto succedersi ogni genere di dominazione e che, dietro le sue poderosa mura, cela una città nella città: piccoli vicoli, case antiche, panni stesi al sole e il fado improvvisato (canto popolare melanconico) che proviene dalle abitazioni rendono questo quartiere davvero unico.
Dopo un giro completo mi fermo a scattare delle foto panoramiche dal belvedere di Porta dal Sol, sotto di me c'è tutta l'Alfama con le sue tegole arancione cotte dal sole che contrastano con il blu azzurro del mare.
A mio modesto parere non si può visitare Lisbona senza faticare per ammirare questo paesaggio, è appagante, è un premio per chi non si perde d'animo e sceglie di non limitarsi al solito circuito ultraturistico.
Per tornare verso il centro salgo su un altro tram sferragliante, carico di gente appesa anche all'esterno, che si lancia in discese spettacolari fino a tornare in pianura.
Una volta giù dal trabiccolo rientro in hotel e poi faccio un salto in aeroporto: vado a prendere Miss Melody, che non vedo da un paio di anni. Così, all'improvviso abbiamo deciso di cenare insieme... a Lisbona! E sì, succede anche questo...
Così la sera andiamo al ristorante Bonjardim dove cucinano il miglior frango (pollo) arrosto della città. Il piatto è servito con insalata e patate e per renderlo più speziato si può aggiungere il piri-piri (Eu. 23.10).
Dopo un giro notturno nelle due piazze principali, rientriamo in hotel. Purtroppo è tempo di preparare nuovamente la valigia :(

21/10
Questo è l'ultimo giorno a Lisbona, anzi mezza giornata perché alle 14.20 un aereo della TAP mi riporterà in Italia.
La giornata inizia presto con una fantastica colazione alla Confeitaria, dove acquisto anche una confezione di pastinas fresche da portare a casa (6 pezzi, 6.30 Euro) e prosegue con una passeggiata in centro e il rientro in hotel a piedi, attraversando l'imponente Avenida da Liberdade, un'enorme arteria ottocentesca che Pessoa definì "la strada più bella di Lisbona": 1.3 chilometri di negozi e vegetazione che sbucano nella monumentale piazza intitolata al Marques de Pombal, che rappresenta idealmente l'inizio e la fine del mio viaggio in questa città.
Dopo c'è tempo solo per lo shuttle aeroportuale (Eu. 3.50) che mi porterà agli imbarchi, e per i saluti finali.
A Lisbona ci tornerò, voglio godermela con più calma, vivere le giornate con i ritmi locali che non sembrano affatto frenetici. Ho letto che viene spesso paragonata all'Avana, una città che ho visto solo in foto, ma credo che sia una definizione piuttosto azzeccata: ci sono zone decadenti che sembrano uscite da un film degli anni '50, ma ci sono anche grandi segni di una voglia di crescita e riscatto che, probabilmente, è iniziata con la rivoluzione dei garofani degli anni '70 (con la caduta del regime di Salazar) e ancora non si è conclusa.
Mio ausilio durante il viaggio è stata la guida Lonelyplanet della collana Incontri (Eu. 13.50)

Ora sono ritornato nel paese più bello del mondo, ovviamente l'Italia, il mio viaggio è filato liscio come l'olio. Per quanto non abbia dedicato molto tempo alla preparazione, tutto è andato bene. Le prenotazioni dei voli, dei treni, degli hotel, sono state fatte tutte su Internet e non ho avuto nessun genere di imprevisto, problema, difficoltà. Un ringraziamento particolare va al mio iPhone: non è solo un cellulare! E usarlo durante i miei giri mi ha dato la conferma che sono ormai un viaggiatore 2.0! ;)
Considero l'esperienza molto positiva, ho qualcosa di nuovo da raccontare e sarei pronto a partire anche domani, di nuovo da solo. Ecco, se mi fossi annoiato, depresso, intristito dopo un viaggio del genere, non inviterei nessuno a provare un'esperienza simile.
E invece, per quanto forte, d'impatto, penso che tutti dovrebbero farsi un giro fuori casa da soli... fa bene! E' come quando i genitori per la prima volta ti danno il permesso per uscire e rientrare da solo: non vi siete lasciati sfuggire quella occasione, non rinunciate neppure a questa!

Omaggi nomadici, G.

Scritto, diretto e interpretato da: gigideluca a 19:09 | link | commenti (2) |
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martedì, 20 ottobre 2009
In giro per l'Europa: Edimburgo-Brema

11/10 Edimburgo
Dopo un'estate intera di lavoro e un settembre incredibile per la mole di progetti sviluppati, sono cotto! Mi rendo conto che "scomparire" davvero in questo periodo è semi-impossibile, però ho bisogno di allontanarmi, di vedere le cose da prospettive diverse.
Così preparo una gran trolley, carta di credito, portatile e cellulare, e per la prima volta inizio un viaggio da solo. Oddio, non sarà proprio così, ma più avanti vedremo...
Viaggiare da soli ha i suoi pro e i suoi contro, però è un'esperienza da fare e che consiglio a tutte le persone che hanno il viaggio nell'anima.
Volevo vedere posti nuovi, località che quando ho proposto per vacanze condivise non hanno suscitato entusiasmi, quindi quale occasione migliore di questa?

La prima destinazione è Edimburgo.
Parto da Roma Ciampino alle ore 11 con un volo Ryanair che, per carità, ha sempre delle tariffe convenienti però... però rispetto a un tempo è diventata molto più fiscale e macchinosa con i costi aggiuntivi, specialmente legati alla politica sui bagagli.
Durante la prenotazione ho scelto di imbarcare una valigia e di fare il check on line (che poi non serve a niente se devi far stivare il bagaglio!), e ho scelto anche l'invio del codice di prenotazione via sms... che non è mai arrivato! Insomma, sono stati un po' deludenti perché questi servizi li ho pagati.
E poi a Ciampino ho visto persone "smontare" le proprie valigie per alleggerirle ed evitare l'esoso extra da 15 Euro al chilo! Una vera esagerazione: se hai preso il biglietto a un prezzo medio e poi in valigia hai tre chili in più, il totale diventa simile a quello di altre compagnie dove però puoi imbarcare maggior peso, non sono fiscali sugli extra, ti assegnano i posti e a bordo ti danno anche uno snack. Perdonatemi, sono delle semplici riflessioni.
Ah... il volo parte puntuale ma arriviamo a Edimburgo con 45 minuti di ritardo, per fortuna il fuso orario ci porta indietro di un'ora e recupero qualcosa.
Subito fuori il terminal ci sono le navette Lothian che portano al centro città, il biglietto costa 3,50 sterline (cambio: 1 Euro pari 0,80 sterline) e una mappa e la voce dell'autista indicano chiaramente il nome della fermata (Edimburgo non ha metro ed è servita completamente da bus).
Scendo a West End, dove la Shandwik Place diventa Princess Street, e inizio a capire dove sono.
Edimburgo è divisa in zone, una volta individuate le principali (Old e New Town) si hanno degli ottimi punti di riferimento per guardare una mappa.
Il mio hotel è in zona Bruntsfield, il riferimento è il quartiere Tollcross, così appena vedo un bus (11) che va  verso quella direzione... mi ci fiondo, pago il biglietto (£ 1.20) e aspetto la mia fermata.
Solo dopo scoprirò che ho preso il pullman nel mezzo di Charlotte square, uno dei migliori esempi di architettura georgiana e sede della residenza ufficiale del primo ministro scozzese.
Il pullman mi scarica nei pressi del King's Theathre e da lì raggiungo l'hotel
Links (£ 57 per notte).
Non sono proprio vicinissimo al centro, però il posto è molto bello, a due passi dal Meadows, un parco pubblico con buche da golf per chi vuole cimentarsi (le regole di questo gioco le hanno scritte qui!), e immerso in una zona residenziale molto tranquilla e piena di bei locali.
L'hotel ha copertura wi-fi e un bar aperto fino a notte, dove si incontrano tantissimi ragazzi al termine delle lezioni perché siamo in una zona universitaria, c'è una bella atmosfera in pratica!
Esco subito a fare una perlustrazione, capire le distanze e i tempi è fondamentale prima di cominciare a pianificare le visite, così dedico l'intero pomeriggio a un girovagare consapevole: mi perdo e mi ritrovo tra strade e vicoli.
L'impressione iniziale della città non è delle migliori, cioè, è molto bella però sembra piuttosto spenta. Ma la spiegazione c'è: di solito arrivo nelle capitali di venerdì, quando il week end sta per esplodere. Stavolta è domenica e tutto è più tranquillo, quasi silenzioso direi.
Percorro la East Fountainbridge e attraverso tutto il Grassmarket, dove affacciano molti negozi e dove mi fermo a mangiare un fish & chips fatto al momento (£ 7.20).
Al termine di Grassmarket prendo la West Bow fino al famoso Royal Mile, l'acciottolata arteria principale che collega il castello di Edimburgo, in cima a una roccia, al palazzo di Holyroodhouse più a valle.
Ma non lo percorrerò tutto, lo metto in agenda per l'indomani, intanto però posso ammirare le City Chambers (le camere del consiglio cittadino) e Heart of Midlothian, un cuore fatto di ciottoli ben visibile nel pavimento antistante la St. Giles. Segna il luogo dove un tempo c'era un carcere famoso per le torture e le esecuzioni capitali. La tradizione della città vuole che i passanti sputino su questo cuore per assicurarsi buona fortuna.
Dopo questa prima esplorazione rientro e scopro che alle 21 nel pub dell'hotel già non servono più da mangiare, allora esco nuovamente e ceno in un
sushi bar lì vicino.
Vado a dormire presto, come non mi capitava da anni, ma sono stanco morto e per l'indomani ho un programma fittissimo a cominciare da un fuori programma da risolvere: non ho l'adattatore necessario per caricare le batterie di cellulare, notebook e macchina fotografica! Saranno incubi tecnologici... ;)

12/10 Edimburgo
Dopo un'importante colazione (uova strapazzate con bacon e salsiccia, pane imburrato con marmellata, the, succo d'arancia e yogurt all'amarena), esco per esplorare Edimburgo.
Appena fuori l'hotel c'è un elettricista che con £ 4,50 mi risolve un bel problema: ha l'adattore che cercavo!
Ripercorro la stessa strada fatta ieri per arrivare al Royal Mile, dove di cose da vedere ce ne sono davvero tante. Inizio le mie escursioni dall'imponente chiesa di St. Giles che per gli scozzesi ha un'importanza fondamentale nella loro storia: è qui che cominciò una rivolta della durata di un anno che nel 1638 portò alla firma del National Covenant in cui veniva affermata l'indipendenza dei vescovi scozzesi (e le loro nomine) dalla corona inglese.
L'interno è notevole per i colori delle sue alte vetrate, che contrastano con il grigio dei mattoni, e poi ci sono le volte dipinte interamente di un azzurro brillante, senza raffigurazioni di alcun genere.
Un piccolo gioiello è la Thistle Chapel, caratterizzata dalla massiccia presenza di legno finemente lavorato. Entrare in una chiesa protestante e vedere croci senza Gesù, oppure l'assenza totale di altre immagini sacre, dipinti o statue, fa riflettere molto...
La mia passeggiata prosegue, ho in testa un percorso particolare e lo seguo districandomi tra close (viuzze) e wynd (vicoli), due elementi che insieme ai tenement (caseggiati) caratterizzano questo stupendo quartiere.
Sì, Old Town praticamente si conserva ancora com'era 400 anni fa, ed è un enorme labirinto di scale, giardini e stradine nascoste costruite su vari livelli in base al periodo storico. Basta pensare che sul Royal Mile ci sono dei ponti che portano alla città nuova ma... sotto non vi scorre un fiume! C'è la città vecchia, che non vuole essere più
sepolta.
E così è arrivata a proteggerla anche l'UNESCO inserendola tra i patrimoni dell'umanità (anche se con tutti i patrocini che a volte concedono con troppa generosità, stanno facendo perdere credibilità a questo riconoscimento).
Continuo a camminare fino a Canongate Kirk, una chiesetta che ha uno stupendo cimitero dove riposano le spoglie di Adam Smith e del poeta Robert Ferguson. L'atmosfera è surreale, Edimburgo è famosa per i suoi cimiteri nel centro della città e per il suo rapporto con la morte e, soprattutto, con il soprannaturale. Mi riferisco a medium, fantasmi, apparizioni, che alimentano anche tantissime attrazioni create appositamente per i turisti in cerca di brividi...
Poco distante la chiesa c'è un close che si chiama Dunbar, se entrate qui troverete un incantevole giardino in
stile secentesco: un'oasi di silenzio e pace a pochi metri dal caotico Royal Mile, incredibile!
Dopo una sosta riprendo il cammino fino al discusso Parlamento scozzese, dall'architettura di dubbio gusto (ma si sa, le "archistar" spesso fanno danni...), che si trova proprio di fronte all'Holyroodhouse Palace e l'omonima
abbazia, due costruzioni splendide. D'altronde parliamo di una residenza reale e della sua chiesa!
Sempre da questo punto si può scegliere se dirigersi verso l'Arthur's Seat, un parco naturale nel centro della città una volta riserva di caccia dei reali, che ha il suo picco nella cima di 251 metri che da diverse angolazioni
imprime su Edimburgo la sua millenaria presenza, oppure verso la collina di Calton, ricca di monumenti interessanti e con una vista panoramica spettacolare.
Scelgo quest'ultima e così mi accingo a risalire Regent Road, dove si può fotografare la tomba del filosofo Hume, fino all'ingresso pedonale del parco: sono arrivato in quella che è stata battezzata l'Acropoli di Scozia. Infatti su Calton Hill ci sono diverse opere costruite in stile greco (tombe e templi commemorativi), oltre all'osservatorio cittadino e al monumento a Nelson che riproduce la forma di cannocchiale rovesciato.
La vista da quassù è sorprendente: spostandosi di pochi metri è possibile vedere il panorama a 360 gradi, oppure si può salire in cima alla torre per dominare l'intera città.
Dopo le foto di rito incomincio la discesa verso Princess Street, un'arteria enorme (e attualmente sventrata per
via dei lavori in corso per costruire la rete tranviaria) strapiena di negozi di ogni genere e molto, molto
frequentata. Dopo un boccone al volo presso il St. James Shopping Centre la percorro tutta, passando in rassegna palazzi e campanili monumentali (Scoot Monument, Royal Scottish Academy e National Gallery of Scotland).
La nuova méta sono i Princess Street Garden, l'ennesimo, stupendo, parco cittadino. Lo attraverso e seguo i sentieri che si arrampicano sulla roccia sovrastata dal monumentale castello-simbolo della città, e dopo una faticosa scarpinata arrivo in cima all'Explanade.
Nonostante il castello sia l'attrazione più visitata di Edimburgo, non mi suscita particolare entusiasmo: la roccaforte è molto più interessante per la sua collocazione, per il suo dominare la città... diciamo che dal basso fa molta più impressione che dall'interno! :)
Però, nel gift-shop, si può comprendere bene quanto la tradizione sia sentita dal popolo scozzese. La devozione per gli antenati e per quei clan che hanno costruito le fondamenta della storia patria è palpabile: insegne, crest, kilt, tartan di vari colori, tutto è in grado di dettare precise coordinate su una particolare famiglia piuttosto che un'altra.
Ma il tour che ho organizzato non è ancora finito, quindi riscendo di nuovo per il Royal Mile fino a incrociare il George IV Bridge che percorro fino all'angolo con Candlemaker Road. Qui c'è quella che viene considerata una delle statue più celebrate e conosciute di Edimburgo: Grefryars Bobby, dedicata a un piccolo terrier che alla morte del suo padrone, un poliziotto della città, vegliò sulla sua tomba per ben 14 anni! I cittadini hanno voluto onorare la sua fedeltà, rendendolo immortale insieme al suo padrone, ma la località non merita una visita solo per questo motivo.
A due passi dalla statua appena citata c'è Greyfriars Kirk and Kirkyard, uno dei luoghi più inquietanti della città.
La chiesa non è particolarmente attraente ma è un vero è proprio pezzo di storia della Scozia, perché qui venne firmato il National Covenant di cui ho accennato poco sopra e, soprattutto, vennero tenuti in terribili condizioni di priogionia ben 1200 ribelli. Molti di essi morirono di stenti o giustiziati, e furono sepolti nel retro della chiesa, che ancora oggi conserva in un cimitero monumentale le tombe dove morirono queste persone. Ed è proprio qui che risiede il fenomeno noto come Poltergeist McKenzie, il caso di attività paranormale meglio documentato del mondo.
Be', restare indifferente in questi luoghi è impossibile, se poi ci si mettono anche gli scoiattoli ad alimentare suggestioni, muovendo rami, apparendo e scomparendo, facendo percepire movimenti "strani", il gioco è fatto! E allora vai col business dei tour guidati a caccia di fantasmi :)
Dal cimitero rientro verso l'hotel tagliando per Meadows Park, ma prima mi sono imbattuto nel Flodden Wall, delle mure megalitiche costruite nel 1500 per arginare una temuta invasione inglese.
Be', la giornata è finita, ho camminato per quasi 7 ore (è stata una scelta, il percorso si può fare con gli autobus volendo) e, soprattutto, ho cambiato idea sulla prima impressione ricevuta dalla città: è molto bella e godibile. Anzi, ho provato qui sensazioni che non avevo mai provato in nessun'altra città...

13/10 Edimburgo
Allora, Edimburgo è piccola. Non ha neanche 500.000 abitanti e le cose davvero interessanti da vedere sono tutte concentrate in aree piuttosto limitate. Diciamo che il giro di ieri mi ha permesso di vedere praticamente il meglio che c'è in città per un turista, quindi nella giornata di oggi potrò dedicarmi a un'escursione fuori porta.
Ma prima... prima mi aspetta l'ultima attrazione della Old Town:
Real Mary King's Closed.
Questo vicolo è l'emblema della costruzione a strati della città e delle sue storie tristi e dolorose, con l'ovvio corollario di fantasmi sopraggiunti a conclusione di varie vicende drammatiche.
Il vicolo cadde in disgrazia quando i suoi abitanti, tra cui Mary King (una commerciante benestante), vennero
colpiti dalla peste. Le autorità locali per sconfiggere l'epidemia trovarono un metodo singolare e radicale allo
stesso tempo: murarono vivi i suoi abitanti.
La struttura non è una ricostruzione, è proprio una passeggiata nella Edimburgo che fu: buia, umida e maleodorante.
Le visite durano un'ora e vengono effettuate soltanto in gruppi e con partenze in orari precisi. Il prezzo è di 10,50 sterline, inclusa l'audioguida.
Tutto è bene organizzato e la passeggiata si rivela piacevole: si entra nel cuore del vicolo, nelle case rimaste sotto la nuova Edimburgo, nelle stanze ancora piene di dolore e sangue. E, ovviamente, la voce narrante non si risparmia particolari tremendi su morti ammazzati e fantasmi tornati a perseguitare i loro aguzzini. Le luci sono fioche, i rumori, le ombre, le statue che riproducono alcuni personaggi, tutto è organizzato per amplificare le sensazioni dei visitatori e se vi capita una guida brava... ci sarà di che avere paura! ;)
La stanza che riempie di angoscia è quella della piccola Annie, una bimba che una medium giapponese disse di aver visto piangere per la morte dei suoi genitori. Da quando avvenne questa rivelazione la stanza di Annie è stata invasa da peluche, giocattoli, bambole che i visitatori portano perché lo spirito della bambina possa avere qualcuno con cui giocare e trovi così la pace. Quando siete di fronte a questo mucchio di giocattoli impolverati, e una voce vi dirà nell'orecchio che "se vedete qualcosa... non siete i soli", be', siete autorizzati ad avere la pelle d'oca!
Tornato all'aria aperta faccio un giro a Leight Walk, la zona in fase di rivalutazione dove si trova il porto e lo
yacht reale Britannia ma mi rendo conto che era un tragitto che potevo risparmiarmi, non lo consiglio.
Prendo un bus che mi riporta a George Street e con il biglietto giornaliero (£ 3) fatto in mattinata, da lì parto per Cramond Village.
Tempo 40 minuti e arrivo in questo bellissimo villaggio di pescatori. O almeno, quello che una volta era un villaggio di pescatori.
Oggi a Cramond ci sono delle villette bellissime, un'atmosfera rilassante, una chiesa (con annesso cimitero) in pietra, un antico forte romano e, soprattutto, ciò per cui ci si va: la buona aria del mare.
Sì, a Cramond si scattano grandi foto: c'è un piccolo porto con delle barche a vela ormeggiate, un solo bistro dove prendere un the e un'enorme spianata che permette di passeggiare a ridosso del mare. Ma non è finita, perché le maree aprono e chiudono ogni giorno un piccolo sentiero che porta all'omonima isola, località rinomata per chi ama il bird watcing (non io!).
Al rientro in hotel mi sono goduto un ottimo hamburger da 7 once di manzo Angus, accompagnato da cheddar cheese stagionato, bacon e le immancabili patatine fritte in quantità industriale (£ 10, inclusa una pinta di birra).
Dopo aver scaricato la posta (per questo viaggio ho scelto tutti hotel con connessione wi-fi gratuita) torno in camera per preparare la valigia: l'indomani si parte molto presto, alle 6.20 un aereo mi porterà verso la prossima destinazione: Brema!
Qualche annotazione finale su Edimburgo: è bella, vale la pena visitarla. Il centro città è sicuro e pulito, il grado di civiltà è molto elevato: nessun venditore molesto e massima accoglienza per i turisti, giustamente vissuti come una risorsa importante nell'economia della città.
L'unica nota negativa è sulle indicazioni: in centro non ci sono praticamente cartelli che indichino le direzioni per le principali attrazioni, in pratica bisogna consultare continuamente la mappa.
Per pianificare i miei percorsi e apprendere nozioni sulla storia della città, in questo viaggio mi ha accompagnato
una guida
Lonelyplanet (collana Incontri, 13.50 Euro).

14/10 Brema
Mi sveglio letteralmente all'alba, anzi prima. Alle 4.45 un taxi mi aspetta per portarmi in aeroporto (£ 18.50)
dove prenderò nuovamente un volo Ryan (£ 14.00) che mi porterà in Germania, a Brema.
Una volta atterrato rimetto l'orologio sul nostro fuso orario, sono le 10 e appena uscito dal terminal sono di fronte ai tram che si dirigono in centro. Prendo il numero 6 (Eu 2.20) direzione Universitat e scendo presso la stazione centrale. Visto che presto prenderò un treno proprio da qui, ho voluto calcolare subito i tempi e le distanze che ci sono dal mio hotel.
Mi accorgo subito che orientarsi è molto facile, Brema è davvero piccola! Con l'iPhone verifico il tragitto da fare (fantastico, con Google Map puoi pianificare il percorso pedonale!) e in 10 minuti sono davanti la porta dello
SchlafCompany.
L'hotel è praticamente a conduzione familiare e i gestori sono molto ospitali, mentre sistemano la camera vado a fare colazione al
Bremen 4U Café, molto bello e molto buono. Visto che sono in piedi da un po'... la colazione sarà un specie di pasto: uova con bacon, succo d'arancia, due croissant con burro e marmellata fatti in casa, una fetta di torta al cioccolato, the Earl Grey con pasticcino (Eu 11,70). A parte il design, sono i particolari che lo
rendono interessante.
Ti servono tutto in modo che tu possa preparare da solo le porzioni in base ai tuoi gusti: c'è un vasetto con la marmellata, uno con il miele, uno con il burro, uno con la nutella... e poi il the è racchiuso in un sacchetto di seta, così ne senti il profumo prima dell'infusione. A volte basta poco per essere "diversi" da tutti gli altri, bravi!
Proseguo a passeggiare diretto verso il centro (parliamo di qualche centinaio di metri!) e arrivo nella piazza principale, Marktplaz. In pratica sembra di entrare nel classico paesaggio delle fiabe nordiche, e difatti una delle più celebre favole dei fratelli Grimm è ambientata proprio qui. Mi riferisco ai Quattro suonatori di Brema (o musicanti, dipende dal traduttore). La città è talmente riconoscente della popolarità ricevuta da questa storia che ha dedicato un monumento all'asinello, al cane, al gatto e al gallo, ovviamente impilati l'uno sull'altro.
Ma in Marktplaz non c'è solo questo perché è qui che affaccia il Rathaus, il municipio, che - indovinate un po'? - è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, e St. Petri Dom, la chiesa più importante della città. La visita all'interno di quest'ultima è molto gradevole, anche perché sono organizzati molto bene e nella parte museale è possibile accedere anche con un'audioguida che danno gratuitamente. Insomma vale la pena fare un giro, anche per la piccola cappella sotterranea.
Una volta all'esterno giro tra i tanti vicoli, pieni zeppi di negozi, e mi diverto a perdere e ritrovare l'orientamento, questo per far capire quanto è piccolo il centro storico, vale a dire la maggior attrazione della città.
Dopo diversi "passage", cioè delle gallerie coperte che collegano strade un po' più grandi delle altre, entro in un centro commerciale: devo comprare il secondo adattatore del viaggio! E allora mi chiedo: ma la UE invece di sprecare soldi per definire le dimensioni standard di patate e cetrioli, non potrebbe lavorare per unificare i voltaggi dei paesi comunitari e, soprattutto, delle varie prese elettriche?!
Dopo questa profonda riflessione rientro in hotel, perché la levataccia comincia a farsi sentire e per scaricare un po' di posta. Resto on line fino alle 21 e poi esco per cena, trovando subito il ristorante che mi hanno consigliato alla reception.
Purtroppo però, non mi hanno detto che si tratta di un ristorante spagnolo! Allora decido che no, non avrei mangiato cucina iberica e decido di andare avanti in quella che sembra una strada ricca di proposte, e così nell'ordine trovo: un greco, un messicano, un africano orientale, l'immancabile italiano, il cinese, il giapponese, il pub inglese e, appunto, lo spagnolo!
Ahia, bisogna cambiare programma... quindi decido di improvvisare qualcosa andando a istinto. E' così che sempre a pochi passi dall'hotel scopro Hangeboden, un locale davvero tedesco!
All'interno, oltre al gestore, c'è una coppia matura e tutti e tre bevono birra e fumano continuamente. L'atmosfera è molto familiare, mi invitano a sedermi al bancone e dopo aver ordinato, su suggerimento del proprietario Jurgen, una Schweineschnitzel (due bistecche di maiale impanate e fritte, accompagnate da cetrioli in salamoia e le immancabili patate, fritte e lesse), mi omaggiano dell'inno nazionale italiano sparato a tutto volume. Quando poi mettono su una versione di Va' Pensiero interpretata da Al Bano, capisco che sono ubriachi :)
Però sono stato benissimo, Jurgen mi ha servito della birra Barre spillandola da vero maestro con calma e mosse accurate, invitandomi a mangiare perché lui ci avrebbe messo il tempo che gli sarebbe occorso, fantastico!
Così familiarizzo con Peter e Renate e, prendendo spunto dalla mia sciarpetta dell'AS Roma, cominciamo a parlare di calcio, di Hassler, Berthold e del mitico Rudy Voeller, con loro che mi aggiornavano su quello che avevano fatto questi idoli una volta tornati in Germania.
La compagnia è gradevole, la cena ottima (Eu 10.80) ma gli occhi mi si chiudono e quindi decido di abbandonare il tavolo dando appuntamento a Jurgen per l'indomani e buonanotte... ai musicanti! (o ai suonatori)

15/10 Brema
Allora, se Edimburgo è piccola... Brema lo è ancora di più! E le cose da vedere sono molte meno. Quindi il secondo giorno ho già familiarità con il luogo ma, soprattutto, ho ben poco da fare.
Dopo la colazione vado in centro, cambio dei soldi in banca, e attraversando Marktplatz, raggiungo Schnoor, sicuramente il quartiere più caratteristico della città.
E' composto interamente di vicoli e le case, tutte unite e di colori diversi, ospitano tantissimi negozi di artigianato, souvenir e ristoranti.
Nel cuore di questo intreccio di vicoli c'è una bella chiesa dedicata a S. Francesco e dopo un giro all'interno, vado a fare shopping (comprerò t-shirt per la collezione di mio nipote, peluche dei musicanti, borsa in tela, uno yo yo e due magneti da frigo). Dopo aver visitato tutte le viuzze mi dirigo verso Bottcherstrasse.
Non per ripetermi, ma ogni volta che c'è un cambio di direzione si ripassa per Marktplatz, stavolta però aggiungo che al centro della piazza si può vedere la statua in marmo di Rolando, monumento nazionale alto dieci metri che rappresenta la libertà e che, non per essere ripetitivo, è anch'esso registrato come patrimonio ecc... ecc... dell'Unesco.
Eccoci arrivati a Bottcherstrasse! La strada è molto piccola, molto breve ma anche molto bella, azzarderei che è la più bella che ho visto qui, ancora più interessante dello Schnoor. Nella sua struttura a zig-zag, ospita alcuni
selezionati locali, una fabbrica di caramelle con gli artigiani che lavorano in una vetrina, fotografatissimi come delle star di Hollywood, ed è caratterizzata dall'ampio uso della pietra rossa per mura e costruzioni, e da gruppi di musicisti di strada quasi ad ogni angolo.
Dopo una pausa per prendere un po' di sole seduto su una panca in pietra di... Marktplatz, decido di rientrare in hotel per preparare i bagagli. La sera cenerò di nuovo da Jurgen, ma farò molto presto perché l'indomani mi tocca un'altra levataccia! Ma la farò volentieri: devo andare in stazione a prendere un treno che mi porterà ad Amsterdam, dove incontrerò amici che arrivano da Roma, Gaeta e Bologna... mi sa che sarà un compleanno indimenticabile!
Qualche annotazione su Brema: è bella, però se dovessi sceglierla come meta per una vera e propria vacanza, ci rifletteri un po'. Due giorni qui sono sufficienti, per me è stata una tappa di passaggio tra Edimburgo e
Amsterdam, una bella tappa ma se volete andare in Germania,
Berlino e Monaco hanno molto di più da raccontarvi. Ah! Dimenticavo, fa un freddo terribile. Al 13 ottobre erano già a -1, non oso immaginare dove sarà la colonnina di mercurio durante i giorni della merla! :)

Scritto, diretto e interpretato da: gigideluca a 01:36 | link | commenti |
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lunedì, 12 ottobre 2009
IL RIEPILOGO PARTE X

Settembre
Mese intenso, molto intenso... inizia l'1 con il primo viaggio a Bologna, ci sono cose importanti da decidere e non c'è tempo da perdere. Torno a casa dopo qualche giorno con un pc nuovo con Windows 7 :)
I lavori sul progetto segreto procedono frenetici, almeno quanto quelli di completamente di
BeSMS. Alcune cose cominciano ad accavallarsi: c'è da pianificare la campagna trimestrale, prenotare le newsletter, produrre le creatività, ecc... e tutto ciò, ovviamente, si aggiunge all'attività ordinaria.
L'11, però, prendo una pausa. C'è il magnifico matrimonio di Tommi e Marta e quindi vado qualche giorno a Roma per festeggiarli con tutti gli altri. Ci vorrebbero più spesso i matrimoni... ehm... così per dire, è un'ottima occasione per stare insieme :)
A proposito di matrimoni, il 20 tocca a Marco, per cui ritorno ancora a Bologna per poi puntare su Cesenatico. Anche qui una bella festa ma il giorno dopo si ritorna in piena atmosfera lavorativa: il 21 passo all'iPhone dopo 10 anni di Nokia (e qui c'è un bel suggerimento per quanto riguarda il progetto segreto), non sono affatto pentito! Telefono magnifico, semplicemente imbattibile in questo momento!
Come se non bastasse a tutto quello che c'è da fare, il 29 si aggiunge la prima data di un
workshop a Roma, insieme ai relatori di Alias e VoiSmart presentiamo Ehiweb.it e le nostre soluzioni. Al termine riparto per Bologna.
Parlare in pubblico mi viene bene, specie se racconto la nostra storia che conosco perfettamente! ;)
Gli eventi hanno successo, riceviamo nuove proposte e raccogliamo nuovi contatti, sarà un'esperienza da ripetere!
Ma non è finita, perché un altro accordo è andato in porto e si comincia a lavorarci, anche se... diventerà ufficiale solo da gennaio 2010. E vai con un altro segreto! :)

Agosto
C'è chi parte, chi organizza il proprio matrimonio, chi il suo prossimo viaggio. Poi c'è chi lavora come me, e il pensiero del mese va a Sonia, impegnata con la Honda in giro per l'Italia. La conseguenza, però, è che io e il Conte trascorriamo 10 giorni insieme in quel di Gaeta, in particolare nel ristorante di Davide... delirio! :)
Dal punto di vista professionale i propositi estivi sono portati avanti con precisione: lanciamo le
offerte mensili, diffondiamo un comunicato stampa, organizziamo l'evento virtuale Giorni di Fuoco e un'azione Fritz! Special che raccoglie ampie adesioni. Il risultato di questa rivoluzione nel modo di vivere i mesi estivi è eclatante: durante i due mesi sotto osservazione, il fatturato non subisce flessioni e addirittura ad agosto è maggiore di luglio!
Tra le cose che annoto con piacere c'è la visita che faccio alla mia amica Paola: ha nel pancione Alice, che settembre indimenticabile sarà per loro! ;)
Durante il mese riprendiamo a distanza di un anno i lavori su BeSMS, stavolta i ritmi sono frenetici perché l'1 ottobre vogliamo pubblicarlo on line... e ce la faremo!
Prima di terminare il mese inizio a pensare seriamente a un'idea estrema, partire per un lungo viaggio multi-tappe.
Da solo stavolta.

Luglio
I mesi estivi di solito li consideriamo una pausa, ma quest'anno non sarà così! Anzi, siamo molto agguerriti, dopo aver raggiunto
nuove zone d'Italia con la Geo ADSL, abbiamo pianificato delle offerte aggressive durante luglio e agosto, cose mai viste prima su Ehiweb.it!
Ma non solo, perché nel frattempo ci prepariamo anche a quello che sarà un grande autunno: si studiano nuove prospettive pubblicitarie e, soprattutto, si firma un contratto per una campagna advertising che per tre mesi, a partire dall'1 ottobre, ci vedrà protagonisti su grandi siti come Punto-Informatico.it, I-dome.com, PcTuner.net, Dinoxpc.com
Ma non solo, perché iniziano altre trattative legate al marketing, lo studio di una nostra voce dedicata su Wikipedia e, soprattutto, i lavori di un progetto che resterà segreto fino al giorno del suo rilascio.
Quindi si prospetta un'estate di lavoro, in fondo vivo in una località di mare e riesco comunque a fare un tuffo e prendere il sole durante le pause... e poi completo il corso di vela!
Durante il mese si registra un bel week end in compagnia dei conti e uno, improvvisato ma ben riuscito, in barca con Cato raggiunto dal sottoscritto letteralmente a nuoto dalla spiaggia.
Il giorno 28 ci incontriamo tutti a Roma per la consueta riunione "riepilogativa" nella sede di Roma.

Omaggi, G.

Scritto, diretto e interpretato da: gigideluca a 22:23 | link | commenti |
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mercoledì, 08 luglio 2009
IL RIEPILOGO PARTE IX

Giugno: dopo i primi giorni trascorsi a Bologna, l'8 inizio una nuova fantastica esperienza: corso di barca a vela! Nei giorni successivi incastro le uscite in mare con l’organizzazione del lavoro: tutto combacia e il mese fila via liscio.
Le nostre promozioni riguardano un mix di prodotti, tra questi però un successo particolare lo riscuote Start!, un pacchetto speciale di BeSMS pensato per l’inizio-estate. Il 23 annunciamo al pubblico il raggiungimento di nuove zone  con la nostra Geo ADSL: ora anche Brescia, Sondrio, Cremona e Mantova sono coperte!
Ma non è finita, perché il risultato più importante è quello del 16: i nuovi siti sono finalmente on line!
Il
comunicato stampa mensile è ovviamente dedicato a questa triplice pubblicazione: la navigazione inizia dalla pagina di cortesia della holding Gruppo ITER, e procede attraverso Ehinet.it e Ovus.it
Dal punto di vista ludico si segnalano due week end in particolare: quello del 2 giugno, con special guest Guido C. (sfortunato per il tempo ma non per il soggiorno!) e quello del 27, che ci vede riuniti per festeggiare il battesimo della piccola Ilaria: ancora auguri a mamma Tina e papà Antonio! ;)
Ehiweb.it chiude il mese con PageRank 7: ottimo!

Maggio: chiudo finalmente una fastidiosa pendenza con una sedicente agenzia per la diffusione di comunicati stampa: per nulla professionali, servizio di assistenza ridicolo, metodi di lavoro approssimativi. Ottengo il rimborso totale di quanto ho pagato: chi desidera conoscere il nome di quest’agenzia mi contatti in privato e gli farò risparmiare tempo e denaro…
Sul fronte Ehiweb.it facciamo una proposta invitante per chi ha bisogno di server o housing e, soprattutto, diramiamo un comunicato con cui invitiamo a reagire positivamente alla crisi economica, dimostrando come è possibile crescere anche in periodi di recessione.
Dall’8 all’11 vado in vacanza a Budapest e al ritorno pubblico sul blog un piccolo
reportage del viaggio, con informazioni utili a quanti vorranno andare nella capitale ungherese. Il week end del 16 lo trascorro a Roma per un duplice evento: inaugura il locale del Pise ai Colli Portuensi e il giorno successivo festeggiamo al Forte Preneste il compleanno della Contessa.

Aprile: il mese inizia con la consueta riunione bolognese, decidiamo le
promozioni e organizziamo un’azione congiunta con AVM: proponiamo i migliori prodotti della gamma Fritz! a prezzi speciali.
La campagna stampa del mese sarà dedicata proprio al nuovo Fritz! 7270 e alla nuova
VivaVox 2.0 la nostra soluzione ADSL + Telefono con ancora più funzioni.
Il 14 ci incontriamo a Roma per discutere di bilancio e il giorno prima festeggio con gli amici il Lunedì dell'Angelo a casa di Guido: una giornata fantastica! Il 25 partecipo al Miseral Chic Party con cui i Conti Chirico-Maccari inaugurano la loro nuova residenza romana, aprendola per la prima volta al pubblico. I lavori sui siti ufficiali proseguono ed Ehiweb.it raggiunge quota 6 nel PageRank di Google.

Omaggi, G.

Scritto, diretto e interpretato da: gigideluca a 18:39 | link | commenti (1) |
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lunedì, 18 maggio 2009
BUDAPEST: ELEGANZA E RELAX

08/05 
La partenza è fissata alle 10 del mattino, verso le 8.30 lasciamo la macchina presso il ParkinGo (30 Euro per 4 giorni) di Fiumicino e la navetta ci porta spediti al terminal.
E’ la terza volta che uso questo sistema e confermo le buone impressioni sulla praticità e l’economia. Il volo è operato dalla compagnia di bandiera ungherese Malev e acquistandolo esattamente 24 giorni prima della partenza è costato circa 180 Euro p.p.
L’Ungheria è praticamente dietro l’angolo, solo un’ora e mezza la durata del volo e così alle 11.30 siamo già fuori l’aeroporto (rigorosamente con bagaglio a mano!).
Purtroppo, come avevamo già letto sul Web e sulle guide, i servizi pubblici di collegamento dai terminal al centro città sono piuttosto scadenti.
In pratica c’è da prendere un pullman che collega alla metro, però le macchine per stampare i biglietti erano rotte e a bordo accettavano soltanto la cifra esatta del biglietto! Noi avevamo cartamoneta ancora intatta e all’interno dell’aeroporto non sono stati disponibili a cambiarla (l’aeroporto è proprio piccolo e in zona “arrivi” c’è praticamente un bar e qualche sportello informazioni). Insomma, sembra una congiura architettata perfettamente per costringere i turisti a servirsi delle compagnie di taxi e shuttle privati che gestiscono il primo collegamento con la città.
E’ inutile stare a perdere tempo, perciò scegliamo
Zòna Taxi che con 4800 fiorini (22 Euro) ci lascia davanti l’hotel.
Una nota sul cambio: i soldi li abbiamo convertiti in Italia, è sembrato un po’ di tornare ai tempi della lira… non siamo più abituati a vedere nel portafoglio certe cifre! In pratica abbiamo cambiato 400 Euro e ci siamo ritrovati con circa 90.000 fiorini ungheresi! (HUF). Il cambio era 1 a 234 e abbiamo usato la garanzia BuyBack di
Travelex (in pratica con 5 Euro in più di commissione congeli il tasso di cambio in modo che al ritorno, se restituisci la moneta del paese da cui provieni, te la convertono allo stesso tasso a cui l’hai acquista, di fatto molto conveniente). Fatta questa precisazione è bene aggiungere che in moltissimi negozi accettano l’euro e pagare con la nostra moneta è sicuramente più conveniente.
Ok, torniamo a Budapest, l’hotel è il
Mercure Budapest Museum ottimamente posizionato (zona Pest, quartiere Belvaros) ma soprattutto dotato di ogni comfort: la camera è spaziosa, silenziosa, divisa in due ambienti e con una doccia molto grande. Ma non solo, la struttura riserva agli ospiti un rilassante centro benessere con hamam, sauna e maxi jacuzzi, l’ideale dopo le lunghe giornate trascorse in giro.
Usciamo subito a fare una passeggiata per orientarci e comprendiamo come l’hotel sia ottimamente posizionato: ci basta attraversare una strada per arrivare alla Sinagoga e al quartiere ebraico. E’ venerdì pomeriggio, al tramonto inizia il tradizionale shabbat quindi non possiamo accedere, allora mangiamo un boccone in un forno lì vicino e procediamo con la passeggiata lungo Karoly Korut fino alla basilica di Santo Stefano, la chiesa più grande della città. La facciata è grandiosa e all’interno c’è una magnifica cupola, in una sala è conservata la mano mummificata di Santo Stefano, fondatore dello stato cristiano.
Al termine della visita passeggiamo lungo Andrassy Ut, un viale molto elegante che per volontà dell’omonimo conto a cui è intitolata riproduce la magnificenza degli Champs Elysees di Parigi. Si alternano molti negozi, librerie e caffè incorniciati in palazzi sontuosi ed eleganti. La strada è dichiarata Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e termina in piazza degli Eroi.
Dopo aver visto l’architettura dell’Opera di Budapest facciamo una pausa nei pressi dell’Oktagon, precisamente in piazza Ferenc Liszt, fresca e alberata e con una notevole statua in bronzo del celebre compositore.
Dopo questa prima esplorazione rientriamo in hotel per un bagno turco e l’idromassaggio e poi usciamo a cenare nel quartiere ebraico.
Scegliamo il Walhalla Club, un ristorante scandinavo proprio sotto le torri della sinagoga illuminata in modo suggestivo. Mangiamo spiedino di maiale con funghi e salsa yogurt e menta e una maxi insalata con cetrioli, peperoni, lattuga, polpette fritte di carne e filetti di salmone affumicato, ottima! (ca. 16 Euro pp).
Rientriamo in hotel per caricare le batterie, il giorno successivo ci aspetta un lungo giro di Buda, presso la sponda opposta del Danubio.
 
 
09/05
Dopo una rapida colazione in hotel raggiungiamo il ponte Elisabetta e per la prima volta vediamo le acque del Danubio (che proprio “blu” non sono…). Il panorama dal ponte offre la collina Gellert di fronte, sulla sponda sinistra il Palazzo Reale e sulla sponda destra il Parlamento: i più noti monumenti della città. La vista d’insieme è spettacolare ma di notte è ancora migliore perché sono illuminati perfettamente.
E poi il verde, le famose colline di Budapest circondano di colore la città creando uno scenario suggestivo. Sulla collina spiccano enormi le statue della Libertà e del vescovo Gellert ma la statua che più attrae i turisti è quella al termine del ponte: un imponente bronzo raffigura la celebre Principessa Sissi.
Proseguiamo seguendo il corso del fiume fino a Clark Adam Ter da dove parte la funicolare (800 HUF) che porta al palazzo. La salita è breve ma spettacolare, come il panorama mozzafiato che si può ammirare dalla sommità.
Da qui inizia una passeggiata circolare che permette di visitare tutto il quartiere del castello, tra giardini curati e stradine pittoresche. E’ la zona dove ci sono sicuramente più turisti ma è talmente vasta da non avvertire alcun senso di sovraffollamento.
Il palazzo ha subito diverse distruzioni, ricostruzioni, ampliamenti e oggi ospita due musei, quello della storia di Budapest e la Galleria Nazionale Ungherese. Percorrendo il viale che gira attorno al palazzo si ammira una fontana del Matyas e il monumento al Guardiano del cavallo. Lungo le mura abbiamo trovato un mercatino all’aperto di souvenir artigianali e prodotti alimentari ungheresi, così ne approfittiamo per acquistare un
Kurtos Kalacs, un enorme pan brioche morbido e dolce, aromatizzato alla cannella (ma c’erano altri gusti).
Il quartiere del castello si gira facilmente, ha quasi un percorso obbligato, e così procediamo lungo via Tàrnok dove al numero 18 sostiamo a visitare il Museo della Farmacia dell’Aquila d’Oro (500 HUF). Il vecchio Dottor Szabo, con bastone e camice bianco, ci fa da guida particolare e ci spiega i vari oggetti esposti (moltissimi di provenienza… italiana) fino a presentarci il pezzo forte del piccolo museo: il laboratorio alchemico, conservato con animali impagliati o sotto formalina, e tante ampolle di varie misure per pozioni ed esperimenti.
Una volta usciti è la volta del Bastione dei Pescatori, un vecchio mercato del pesce dall’aspetto insolito: riproduce con magnificenza un castello medievale ma si tratta di un’opera… di fantasia! Risale “soltanto” ai primi del ‘900, è come se fosse una sorta di castello della Bella Addormentata a Disneyworld. C’è da dire che il suo porticato a strapiombo sul fianco della collina, offre una delle migliori viste della città dall’alto.
La passeggiata prosegue fino alla chiesa di Màtyàs dai colori sgargianti, specie per le tegole che ricoprono le guglie, e il campanile della chiesa di Maria Maddalena, unico residuo del complesso a resistere ai bombardamenti del 1944.
Dopo aver attraversato il cosiddetto Cancello di Vienna, che rappresenta il giro di boa della passeggiata, abbiamo iniziato il rientro lungo il perimetro esterno delle mura della fortezza, fino ad arrivare a percorrere Uri Utca dove al civico 30 abbiamo fatto una sosta allo spettacolare
Cafe Mirò. Qui abbiamo assaggiato il re dei dolci ungheresi, la torta Dobos, famosa in tutto il mondo. In pratica sono cinque strati di pan di Spagna aromatizzati alla vaniglia, farciti di cioccolato al burro e ricoperti da una cialda caramellata: una bomba calorica!
Abbiamo ricaricato le batterie con massicce dosi di zuccheri, quindi proseguiamo per la stessa strada dove al numero 9 si trova il
Labirinto del Castello di Buda. Molto divertente, è assolutamente da non perdere (a meno che non soffriate di claustrofobia!).
L’ingresso costa 2000 fiorini (circa 8.50 Euro) e comprende la dotazione di una lampada a olio di quelle usate in miniera. Dopodiché si affronta il buio più totale in un’atmosfera surreale: senza piantine né luci è facile perdere l’orientamento, lo scopo è ovviamente quello di guadagnare l’uscita cercando la strada e i punti di ritrovo armati solo della debole
fiammella.
Nel percorso lungo 1.2 chilometri si faranno incontri molto strani, che non svelo per non rovinare la sorpresa. Il labirinto è considerato una delle 7 meraviglie sotterranee del mondo.
La giornata è stata lunga e la fatica si inizia a sentire, così rientriamo in hotel usando per la prima volta la metropolitana da Batthyany Ter (290 HUF).
Ormai è sera e dopo la consueta pausa nella spa andiamo a cena in Deak Ferenc Utca, una bella strada con diversi locali. Scegliamo Papa e ovviamente mangiamo i piatti tipici: gulash accompagnato da piccoli gnocchi acqua e farina e la bistecca ungherese, fettine di manzo fritte e condite da peperoni, cipolle e patate saltate in padella. Su tutto regna sovrano il condimento più famoso dell’Ungheria: la paprika (spesa totale 4700 HUF, 20 Euro ca.)
Torniamo in hotel passeggiando lungo via Vaci, è la strada più commerciale della città e anche se è tutto chiuso è chiaro che sarà questo il luogo dove acquisteremo i souvenir da portare in Italia.
 
10/05
L’intera giornata di oggi è dedicata al relax, specie dopo la sfacchinata di ieri!
Arriviamo in metro fino al palazzo del Parlamento, costruito usando lo stesso stile neogotico del parlamento di Londra, è uno dei più grandi del mondo e conserva il simbolo nazionale dell’Ungheria: la sacra corona. Dopo le fotografie di rito proseguiamo verso l’isola Margherita: un’oasi di pace al centro del Danubio. L’isola è un enorme parco con giardini, specchi d’acqua, piscine, campi da gioco e gli abitanti del posto si ritrovano qui per fare pic-nic e rilassarsi.
Ci sono tanti punti di ristoro, così dopo una breve pausa andiamo verso la prossima tappa: il parco pubblico e i bagni Széchenyi.
Budapest è considerata la capitale termale d’Europa: non c’è nessun’altra grande capitale che può vantare il suo numero di bagni termali, sono oltre 50.
Abbiamo scelto quelli di Széchenyi perché sono più decentrati e meno frequentati da turisti (e scolaresche!), difatti sul posto avremo conferma di quanto letto sulla guida e su Internet: i cartelli che spiegano l’uso delle terme, i prezzi e ogni altra indicazione utile sono scritti solo in ungherese!
L’ingresso costa 6000 HUF (ca. 25 Eu.) e comprende anche una cabina per due persone. Dopo il cambio chiudono con una mandata la cabina e ti lasciano la chiave da custodire, a quel punto puoi accedere ai bagni.
Le piscine interne sono tantissime, degli elenchi affissi informano sulla composizione chimica delle acque e ogni vasca ha una targa in marmo che indica la temperatura. Si passa dai 38 ai 20 gradi e in ogni zona ci sono bagni turchi e saune.
Poi c’è la parte esterna, con tre grandi piscine e anche qui getti d’acqua e idromassaggio. E’ una bellissima giornata di sole e fa uno strano effetto immergersi all’esterno in un’acqua caldissima, però i benefici si sentono: usciamo freschi e riposati dopo 5 ore di relax e facciamo un giro nel parco che oltre alle terme ospita uno zoo e un castello costruito nel 1896 mescolando venti stili architettonici diversi. Si può attraversare il suo interno dopo aver superato, ovviamente, il ponte levatoio calato sul più classico dei fossati!
Dopo il rientro in albergo usciamo per l’ultima cena ungherese, così ci dirigiamo verso la centralissima Vorosmarty Ter dove, di fianco all’ambasciata inglese, c’è Arany Barany specializzato in ricette tradizionali e carni d’agnello.
Ordiniamo un antipasto (bocconcini di paprica con carne d’agnello, salsa di pomodoro e aglio in una barchetta di melanzana) e due piatti principali. Uno estratto da una ricetta originale di 1300 anni fa (arrosto di agnello al sale e pepe, speziato con aglio con salsa al vino bianco, melanzane e cetrioli con zenzero), l’altro più “moderno” (filetto d'agnello alla griglia con strudel alla verdure, patate in torretta con rosmarino e cipolla). Accompagniamo il pasto con due bicchieri di Tokaji, il tipico vino bianco ungherese, dal sapore deciso (che onestamente non mi è piaciuto molto). Per carità la cena è stata molto buona e le porzioni abbondanti, però considerate le cene precedenti (dalle stesse caratteristiche di qualità), troviamo che il conto qui sia troppo elevato: lasciamo sul tavolo 40 Euro a testa (!).
Solita passeggiata digestiva al rientro, in Ungheria si mangia molto bene però… accidenti se sono pesanti i piatti, specie di sera! J
 
11/05
L’ultimo giorno lo riserviamo allo shopping, percorriamo la parte ancora inesplorata di Via Vaci che termina con il grandissimo Mercato Centrale.
Risale al XIX secolo in stile liberty e ospita tre piani di gastronomia e souvenir, conviene moltissimo andare qui a fare compere prima di partire. Compro paprika (tanta), maglie, calamite da frigo (collezione), souvenir vari per amici e nipoti e da un artigiano scelgo un piccolo scrigno di legno intagliato che si apre come un rompicapo, a prova di curiosi!
Visto che c’è ancora del tempo prima del volo, ci fermiamo in Sinagoga e visitiamo il tempio e il museo dedicato all’ebraismo (1950 HUF). Per entrare mi danno una kippah con cui coprire il capo e finalmente mettiamo piede nella più grande sinagoga d’Europa, la seconda del mondo (dietro New York).
L’interno è sfarzoso ma, come sempre mi accade nei luoghi di culto all’estero, non resto particolarmente impressionato: proveniamo da un paese dove la cultura cattolico-cristiana ha eretto i templi più grandi, belli, ricchi e decorati del mondo.
All’esterno, invece, è possibile visitare il cimitero adiacente e il monumento che ricorda le atroci persecuzioni naziste a Budapest: un gigantesco salice piangente in argento riporta il nome di una vittima inciso su ogni fogliolina.
All’uscita ci fermiamo al Cafè Mood dove mangiamo un begel con Philadelphia e salmone affumicato (6 Euro) e poi prendiamo il taxi per dirigerci verso il volo che ci riporterà in Italia, è tempo di bilanci quindi.

Budapest mi è piaciuta moltissimo, elegante, pulita, sicura, con un’ottima gastronomia. Due cose ho notato in modo particolare: 1) nelle strade, sugli edifici, non c’è niente che ricordi il lungo periodo del comunismo e l’influenza sovietica; 2) non ho mai visto una sola persona in divisa, né una caserma, né una pattuglia in automobile, eppure mi sono sentito sempre sicuro… stranissimo per noi che siamo abituati a vedere forze dell’ordine ovunque!
Insomma, Budapest è da visitare e per me, a questo punto, da rivedere sicuramente!
 
Omaggi magiari, G.

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venerdì, 10 aprile 2009
IL RIEPILOGO PARTE VIII

Sciusci in via IndipendenzaMarzo: mettiamo in cantiere due nuovi lavori, attesissimi: due siti che presenterò prossimamente sul blog. Uno in particolare ha un forte connotato simbolico: faremo un restyling completo a Ehinet.it, a cominciare dal logo. Se lo merita, tutto iniziò da lì...
Il mese di marzo è pieno di novità e di esperimenti: nella
newsletter presentiamo le Adsl scontate del 50% e dedichiamo un comunicato stampa a una nuova iniziativa promozionale: l'Hosting Perfetto.
Il 13 faccio una fuga ad Amsterdam, soggiorno all'hotel
Terminus e trascorro tre giorni fantastici... erano 13 anni che non ci tornavo! Al termine del mese iniziamo a sperimentare CoverMe, un nuovo servizio che "porta l'adsl dove non c'è copertura adsl!". Si rivela subito interessante e cominciamo a rivenderlo.
Il cortometraggio viene spinto come si deve, anche grazie alla comunità di
Aphorism.it, così I ragazzi che si amano ottiene un grande risultato: è finalista e sarà giudicato da Spike Lee, in bocca al lupo Tommi!


Febbraio: come al solito in controtendenza diramiamo un comunicato stampa che stempera i toni grigi della crisi economica. I media lo accolgono positivamente e la diffusione è enorme. Confermiamo tutti i saldi in corso fino al termine del mese e il giorno di S. Valentino arriva un bel regalo: usciamo per la seconda volta nel mese sul quotidiano la Repubblica. Stavolta l'articolo è in prima pagina, riguarda il rapporto tra intercettazioni e VoIP e a pagina 23 Ehiweb.it viene citato come provider VoIP alternativo a Skype!
Il giorno 16/02 è la volta del canale shopping di MSN: Ehiweb.it spiega
come funziona un'Adsl.,
Concludiamo i lavori sul nostro circuito di scambio link e banner
4Link (2500 siti iscritti): adesso si possono accumulare crediti da convertire in pubblicità o sms.
Faccio la consueta riunione a Bologna e al ritorno, il giorno 20 a Roma, partecipo all'inaugurazione di una mostra fotografica dove espone la mia amica
Sonia. Poi mi fermo dal conte a Bassano e dal 23 comincio a pianificare il sostegno per I ragazzi che si amano, il cortometraggio del mio amico Tommaso Valente in concorso al II Babelgum Online Film Festival.


Gennaio: dopo i deliri di un capodanno insolito ma divertente (vd. foto), comincia un nuovo anno. Sono già pronte le nuove sfide che ci attendono ma già so che se ne aggiungeranno altre, eccome! Ma non solo: ci sono nuovi progetti, nuove idee da realizzare e così cominciamo subito.
Realizziamo un restyling grafico dei biglietti da visita, ottimo lavoro. Su BitCity pubblicano
un'intervista che ci riguarda e partiamo con i saldi 2009.
Vado a Bologna per una importante riunione programmatica: prendiamo decisioni e introduciamo nuovi strumenti per migliorare ancora di più il servizio di customer care. Mi regalo un week end di relax a Bassano e al rientro discuto il rinnovo di contratto con html.it: tutto va per il meglio e pianifichiamo un'altra lunga campagna annuale. Nell'ottica di rinnovamento modifichiamo l'area dedicata ai nostri
Rivenditori, rendendola più facile da navigare e snelliamo le procedure di richiesta partnership.
Il 22 c'è un compleanno speciale:
Aphorism.it compie 8 anni!


Omaggi, G.

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giovedì, 26 febbraio 2009
I RAGAZZI CHE SI AMANO

I ragazzi che si amano

Questo post contiene un duplice invito, quindi leggete attentamente.
Allora, Tommaso Valente è un regista di film e documentari.
Appena tornato dagli USA ha portato il suo ultimo cortometraggio a spasso per vari festival e ora sta partecipando al II Babelgum Online Film Festival, un concorso promosso da Spike Lee.

Ho potuto assistere alla realizzazione di questo film, e conosco molte delle persone che hanno lavorato sul set. Quindi ho visto la loro passione, l'impegno, l'amore per ciò che stavano realizzando.
E le cose fatte con amore vanno diffuse, fatte conoscere.

E qui entra in scena il doppio invito: 1) Andate a vedere “I ragazzi che si amano” e 2) Votatelo per il premio del pubblico.

In basso trovate le istruzioni per votare
- Seguite questo link
- Cliccate sull'icona rossa col simbolo "Pollice in alto"
- Il messaggio "Thanks for your vote" confermerà l'avvenuta registrazione del voto


Grazie a tutti quelli che daranno il loro contributo, omaggi cinefili.
G.

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sabato, 24 gennaio 2009
SONO IN VENA DI ELENCHI (aggiornato)

Era da un po' di tempo che avevo in mente di fare un elenco dei posti che ho visitato. Mi piace molto viaggiare e la maggior parte dei soldi che ho speso nella mia vita li ho investiti in questo genere di esperienza, senza mai pentirmene. Parlo di investimento perché spendere per viaggiare arricchisce di più, semplicemente :)

E siccome ho viaggiato molto, sono mooooolto più ricco ;)

In questo elenco ho omesso quasi tutte le località italiane perché ne ho perso il conto, sono tantissime! Non pensate che sia un esterofilo, anzi, credo fermamente che non ci sia Paese più bello del nostro però ogni tanto bisogna affacciarsi dal balcone di casa propria. Io ho iniziato nel gennaio del 1995... e non mi sono più fermato, o quasi! ;)


1995:
Montecarlo (Principato di Monaco), Praga (Repubblica Ceca), Parigi (Francia), Bruxelles (Belgio), Amsterdam (Olanda), Dachau e Monaco di Baviera (Germania)
1996: Parigi (2), Londra (Inghilterra) e Amsterdam (2)
1997: Guadalupa e Martinica girate in auto
1998: Parigi (3), New York, Schenektady, Albany e Orlando (USA)
1999: Il Cairo, Menfi, Saqquara e Giza (Egitto)
2001: Parigi (4)
2004: Bombay e Calcutta (India), Barcellona (Spagna),  Parigi (5), Mauritius girata in macchina, Londra (2)
2005: Key West, Islamorada e Orlando (2) (USA), Cozumel, Playa del Carmen e Tulum (Messico), Haltun Ha (Belize), Valencia (Spagna)
2006: Chicago, St. Louis, Springfield, Oklahoma City, Amarillo, Tucumcari, Santa Fe, Los Alamos, Albuquerque, Holbrook, Grand Canyon, Flagstaff, Las Vegas, Los Angeles (USA). Tutto in auto lungo la mitica Route 66.
2007: Siviglia e Granada (Spagna)
2008: Berlino (Germania), Istanbul (Turchia)


Se ho lasciato qualcosa lo aggiungerò!
Buon viaggio, G.

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martedì, 30 dicembre 2008
IL RIEPILOGO PARTE VII

Gli specialistiDicembre: il lancio del Fritz! 7270 ci ha impegnato molto ma i risultati si vedono. Nei giorni 2, 3 e 4 dicembre siamo ospiti presso lo stand di AVM, al BBF di Roma. La "spedizione" è un successo, abbiamo tantissimi nuovi contatti e alcuni sono davvero interessanti. Soggiorniamo all'hotel Ripa di Trastevere, davvero una bella struttura!
Tutte queste novità comportano un adeguamento delle varie campagne marketing in corso, quindi procediamo ad aggiornare i vari media e pubblichiamo le offerte dedicate al mese delle Feste, promozioni che saranno valide fino al prossimo 7 gennaio 2009.
Il mese procede con tanti scambi professionali e personali, nuove conoscenze, nuove situazioni, nuovi progetti da affrontare. La riunione del 22/12 a Roma getta le basi del nostro 2009: dobbiamo concentrarci su tutto quello che abbiamo fatto finora, amplificandolo. Quella che sembra una "pausa" in realtà sarà una nuova e stimolante scommessa.
Sul sito dello scrittore Patrizio Pacioni pubblicano un'intervista che ho rilasciato a Mariella Gori, da leggere per saperne di più su di me e su Aphorism.it ;)

Il Natale passa tra aperitivi, mascheramenti e l'organizzazione del capodanno: dopo 10 anni torno a trascorrere l'ultimo dell'anno nella mia città... e sarà un successo! ;)


Novembre: il mese ancora deve iniziare eppure già sappiamo come trascorrerà, infatti abbiamo lavorato tantissimo sul lancio del nuovo prodotto AVM, il magnifico Fritz! 7270.
Per l'occasione abbiamo creato nuove pagine sul sito Fritzshop.it e aggiornato la sezione Awards e News con le nuove recensioni pubblicate su tante riviste specializzate.
Questo comporta un grande lavoro di promozione: parte un comunicato stampa, la newsletter dedicata al lancio e un'azione congiunta con CastADV, l'ufficio stampa di AVM in Italia.
In pratica inviamo in prova i nuovi dispositivi, con allegato un tutorial per telefonare via VoIP con VivaVox, il nostro servizio voce su Adsl. I risultati ottenuti sono ottimi.
Intanto Ehiweb.it prosegue l'allargamento della sua copertura Adsl: annunciamo ufficialmente il nostro sbarco in
Sicilia.
Sabato 8 festeggiamo la specializzazione del Dan con un festa... speciale! (vd. foto).
A metà mese faccio la solita puntata a Bologna e il week end del 14/11 mi rilasso a Bassano, trascorro una bella serata con tanti amici vecchi e nuovi, ho finalmente il piacere di conoscere il sorprendente Guido Cerniglia.


Ottobre: il mese inizia nel migliore dei modi: parto per Istanbul e scopro una città magnifica! Rientro il 10 sera, giusto in tempo per il matrimonio di Silvia e Luca, il giorno successivo. Ancora eleganti, ancora noi.
Subito dopo la festa parto per Bologna, da lì raggiungo Milano per lo SMAU, molto deludente.
Il 14/10 parte una campagna stampa per presentare una nuova sezione del sito, quella dedicata a Fax On, il nostro servizio di fax virtuale sia in entrata che in uscita (economico, pratico e rispettoso dell'ambiente). Questo lancio sarà anche l'oggetto delle promozioni mensili.
Il 16/10 festeggio il mio compleanno in fiera e poi a Bologna con Cato e Sophie. La settimana di trasferte si conclude con un week end a Bassano Romano, in compagnia del Conte e del mio cugino-tutore Marco :)
Il 22/10 pubblichiamo su Facebook il gruppo dedicato agli Amici di Aphorism.it e raccogliamo subito tanti iscritti (ora sono circa 400).
Pubblico una recensione scritta per l'ultimo libro del mio amico Attilio Del Giudice e catalogo i miei libri on line, lo scaffale della mia biblioteca virtuale è visibile su Anobii.
Mettiamo a punto i preparativi per la grande novità di novembre.


Omaggi, G.

 

 

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martedì, 14 ottobre 2008
SORPRENDENTE ISTANBUL

PA07003507/10
Il giorno della partenza è finalmente arrivato! Abbiamo prenotato un volo diretto Alitalia, e per qualche giorno abbiamo anche temuto di aver buttato dei soldi (408 Eu. p.p.), ma per fortuna così non è stato.
Lasciamo l'auto in un comodissimo parcheggio (ParkinGO) nei pressi dell'aeroporto, paghiamo 30 Euro x 4 giorni e una navetta ci porta fino al terminal d'imbarco.
Il volo è un diretto che parte alle 10.05 e dopo 2h e 30 di volo atterra in Turchia.
Ci viene a prendere l'autista dell'hotel
Sapphire che dopo 20 km di guida spericolata ci scarica al banco del check-in.
L'hotel è in una posizione magnifica per visitare la città, si trova nel cuore di Sultanhamet e tutte le principali attrazioni della città si trovano al massimo a 700 metri! La camera è costata 50 eu a notte p.p. incluse le prime colazioni, il trasferimento dall'aeroporto e un cocktail di benvenuto. Non male per un 4 stelle dotato anche di piscina termale, hamam e sauna.
Lasciamo i bagagli e siamo subito fuori a prendere confidenza con gli intricati vicoli del nostro quartiere. Armati di mini Lonelyplanet andiamo diretti al museo di Aya Sofya (20 Lire, ca. 14 eu.) e restiamo affascinati da questa struttura imponente, con una storia unica al mondo.
E questa storia è ancora visibile tra le sue mura perché il tempio prima sacro ai cristiani, e dopo la caduta di Costantinopoli ai musulmani, ha conservato i simboli delle due grandi religioni monoteiste. I mosaici che raffigurano Cristo e la Vergine non sono stati coperti,anzi, convivono con i principali simboli musulmani: il mimber, cioè il pulpito in legno per le funzioni, e il mihrab, la nicchia che indica la direzione della Mecca verso cui rivolgere le preghiere. Anche la vista dal piano alto della galleria è suggestiva e impressionano gli enormi lampadari, posizionati praticamente ad altezza d'uomo ma appesi con cavi lunghi decine di metri direttamente alla cupola (purtroppo in restauro). Da piccole finestre ammiriamo la sagoma della Moschea Blu, la nostra prossima tappa.
Questo edificio è consacrato al culto per cui è possibile visitarlo solo quando non sono in corso le preghiere, e osservando le regole per l'ingresso: velo per le donne e divieto di indossare le scarpe per tutti.
Anche qui gli interni sono magnifici ma siamo molto limitati nei movimenti perché in quanto non musulmani non possiamo accedere alle zone riservate a chi prega. Anche le donne islamiche sono invitate a recarsi negli spazi loro destinati, praticamente nascoste dietro una separé di paglia intrecciata che le nasconde alla vista degli uomini.
I controlli sono rigidi e quando si avvicina l'ora della preghiera collettiva veniamo invitati fermamente ad uscire. Siamo fuori proprio mentre il richiamo del muezzin invita i fedeli alla funzione e si unisce a quello proveniente da centinaia di minareti in tutta la città.
Per cena cerchiamo un locale in zona Sultanahmet e ci affidiamo alle indicazioni della Lonely, andiamo a da Buhara dove ci servono un magnifico piatto di kebab misto e assaggiamo per la prima volta il raki, un’acquavite all’anice considerata la bibita alcolica più amata dai turchi.
Paghiamo 25 euro a testa ma il solo bicchierino di liquore costa la bellezza di 7 euro: siamo in un paese per il 95% musulmano, quindi gli alcolici bisogna considerarli come una sorta di “preziosa” eccezione.
Torniamo in hotel stanchi ma carichi per la nuova giornata che ci aspetta.
 
08/10
La giornata inizia con una ricca colazione dal buffet e poi siamo subito pronti per andare a visitare il palazzo Topkapi. La visita, incluso l'harem, richiede almeno 3 ore ed è consigliabile richiedere l'audioguida (3 eu) per evitare di passeggiare per le varie corti senza capire nulla. L'ingresso costa circa 14 euro e non comprende l'accesso all'harem, per il quale sarà necessario un secondo biglietto da acquistare all'interno del palazzo (circa 10 eu).
Il viaggio indietro nel tempo inizia dalle enormi cucine, in grado di sfamare anche 15mila persone nelle grandi occasioni, e prosegue con l'accesso all'interno attraverso la Porta della Felicità.
Tutte le stanze del palazzo affacciano su magnifici cortili ricchi di vegetazione e finemente curati. I sultani ospitavano alleati e ambasciatori provenienti da ogni parte del mondo, e amavano sfoggiare la loro ricchezza e potenza mostrando sale e spazi comuni decorati con uno sfarzo destinato a impressionare gli ospiti.
Si passeggia tra troni, baldacchini e divani costruiti con materie prime di eccezionale qualità e opulenza. Sfilano davanti a noi ori, broccati, ebani e gemme, che nella sala del tesoro raggiungono livelli inimmaginabili.
Anche in Europa abbiamo visto molti gioielli appartenenti a varie teste coronate ma il paragone con quelli dei sultani turchi è impensabile: qui i rubini, gli smeraldi, i diamanti sono ovunque, anche nelle staffe usate per le cavalcature!
Proseguiamo di corte in corte fino al belvedere che affaccia sul Corno d'Oro, e restiamo incantati a osservare il tratto di mare attraversato da moltissime imbarcazioni che collegano la sponda occidentale della città a quella orientale. Sullo sfondo c’è il grande ponte Bogazici, che incornicia una fotografia perfetta di questo panorama unico.
Dopo aver visto le sale dedicate alle reliquie religiose (ci sono i denti e il calco dell'impronta di un piede di Maometto, il bastone di Mosè, la spada di Re Davide) entriamo nell'harem, assolutamente da non perdere!
Anche qui le sale dei vari appartamenti sfoggiano tutte le loro ricchezza: ci sono spazi riservati agli eunuchi, alle preghiere, al sultano, al principe, alla regina madre e ovviamente alle favorite del sovrano che potevano arrivare a essere anche... 300! Cifre assurde che però non stupiscono se pensiamo al contesto di esagerazione in cui ci troviamo.
Le incisioni, gli intarsi, le ceramiche decorate rivestono tutti gli ambienti, creando giochi di colori, simmetrie perfette, figure geometriche di una precisione maniacale, che lascia storditi! All'uscita incrociamo la strada con il mitico Carl Lewis che sta per iniziare la sua visita accompagnata da una guida, chissà se resterà affascinato come noi, in fondo lui è uno che di ori... se ne intende! :)
La tappa successiva è la Basilica Cisterna, un imponente costruzione sotterranea che in passato serviva per la raccolta delle acque. L’ingresso costa 10 Lire e l’esperienza sotterranea è di quelle che non si dimenticano: si scendono una cinquantina di scale e ci si trova di fronte a a 12 file di colonne perfettamente decorate che hanno la funzione di sostenere il peso del soffitto, distribuito su centinaia di piccole volte. Le oltre 330 colonne sono state illuminate con sapienza e un impianto audio diffonde nell’aria musiche classiche creando un suggestivo mix di sensazioni visive e uditive, che pare pensato per suscitare emozioni indimenticabili.
Si attraversa tutta l’area su una passatoia in legno seguendo un percorso obbligato che porta alle due colonne-regine della struttura, quelle che poggiano su teste di Medusa, considerate uno dei massimi esempi di scultura romana. Oggi la cisterna contiene un metro d’acqua ma nei periodi di pieno carico arrivava a raccoglierne fino a 9 metri, l’uso turistico non ha impedito a una ricca colonie di carpe di stabilirsi in questo ambiente, per la gioia dei turisti in cerca di fotografie insolite.
Tornati in superficie ci dirigiamo presso il Gran Bazar di Kapali Carsi, fatto costruire da Mehmet il Conquistatore. I banchi dei mercanti sono ospitati in una struttura al coperto che affascina per la quantità di merci esposte e per le trattative continue tra chi compre e chi vende. Il bazar con gli anni ha coinvolto anche una parte degli han limitrofi, che si trovano all’esterno, e per rientrare in hotel passeggiamo proprio per queste strade, certamente fuori dalle rotte classiche per i turisti. Ci perdiamo per i vicoli di Mahmutpasa finché troviamo, non senza penare, un negozio dove comprare un costume da bagno. Sì, è il momento di rientrare in hotel per rilassarsi prima della cena e quindi fare una bella sauna, con doccia fredda e Jacuzzi.
A cena mangiamo un kebab nei pressi della Moschea Blu e concludiamo la serata sdraiati sugli enormi cuscini colorati posati sui tappeti di un locale in Ibni Kemal Caddesi (ce ne sono tanti). Ci distendiamo fumando un enorme narghilè carico di speciali aromi fruttati, accompagnandolo con tè turco e pasticcini baklava (pasta sfoglia con miele e granella di pistacchi) (tot. 14 euro).
Si avvicina la giornata dedicata alle compere, andiamo a riposare…
 
09/10
L’ultima, intera giornata, da trascorrere a Instanbul sarà dedicata allo shopping. Lasciamo l’hotel e per la prima volta ci dirigiamo non verso Sultanahmet ma verso il quartiere dei bazar.
Seguiamo Hamidye Caddesi fino alla Moschea Nuova (Yeni Camii) che si trova nel cuore di Eminonu, l’enorme area in prossimità degli imbarchi per la sponda orientale, adiacente al famoso ponte di Galata. Dopo un breve passaggio all’interno del tempio procediamo dritti al Bazar delle Spezie, molto più bello e caratteristico del gran bazar e più “raccolto”.
Assaggiamo e acquistiamo diversi tipi di lokum (tipico dolce di Instanbul, molto simile ai marshmellows), spezie, tè e tisane. L’atmosfera di questo mercato è davvero unica, a farla da padrone sono i colori e gli odori delle merci esposte, specie per noi che provenivamo dal bazar degli animali dove la merce maggiormente offerta al pubblico erano le
sanguisughe!
Parliamo con tanti commercianti, concludiamo estenuanti trattative e dopo aver comprato delle pashmine procediamo per i vicoli alla ricerca della moschea di Solimano.
Raggiunto il curatissimo quartiere universitario siamo a due passi dalla nostra prossima destinazione e dopo un boccone al volo (indovina? Kebab!) attendiamo il termine della funzione per entrare. Purtroppo l’interno della moschea è in restauro ma non rimpiangiamo di essere arrivati fin lì: il cimitero adiacente alla moschea con le tombe di Solimano il Magnifico e i suoi congiunti, e le rituali abluzioni dei fedeli che si lavano prima di cominciare a pregare, valgono la lunga scarpinata fatta.
Riscendiamo dalla collina (Istanbul sorge su un territorio che include sette colli, come a Roma) e riprendiamo la strada per l’hotel cercando però, nel dedalo di vicoli che caratterizzano la zona, il Valid Han, l’ultima tappa del nostro giro dei bazar. Il motivo che ci spinge a questa ricerca lo troviamo nella guida, che cito testualmente: “Costruito nel 1651 è l’han più grande della città (l’han è un edificio di due-tre piani con un porticato al pianterreno, fungevano da alberghi e magazzini per i mercanti). E’ sporco ma in grado di evocare i tempi che furono…”.
Dopo questa lunga avventura bissiamo la pausa rilassante nella zona benessere del nostro hotel e poi siamo di nuovo in strada per l’ultima cena turca.
Abbiamo scelto di visitare il ristorante di Erol Tas, una star turca del cinema. Raggiungiamo il locale attraverso una strada pedonale che separa i giardini di Topkapi da Aya Sofya, la passeggiata è piacevole e i fortunati abitanti di quella stradina sono davvero dei privilegiati: la zona è silenziosa e, soprattutto, ha delle magnifiche visuale del monumento simbolo della città.
Al ristorante mangiamo shish kebab (carne d’agnello tagliata a cubetti) e beviamo Efes, la leggera birra turca. Parliamo con Boahb, il cameriere di origine uzbeka, che ci dà delle dritte interessanti su una città da inserire nella lista dei viaggi futuri: Samarcanda.
Ed è con questa voglia di oriente ancora più estremo che concludiamo la nostra breve vacanza a Istanbul, ormai siamo pronti alla partenza ma prima ci andremo a godere un’ultima notte da gran visir, con dolci, bevande e narghilè sotto il cielo stellato.
 
10/10
Il giorno della partenza è dedicato alle ultime spese e, soprattutto, a un bilancio sulle sensazioni che ci ha regalato Istanbul.
Oltre alle cose che abbiamo acquistato al mercato delle spezie abbiamo portato in Italia anche dei puff in pelle, scarpine, magliette, souvenir classici tipo calamite da frigo, posaceneri, segnalibri, ecc… per questo genere di cose si spende davvero molto bene e spesso pagare in euro conviene più che usare la moneta turca (dipende dagli oggetti e dal venditore).
Per quanto riguarda invece i pasti e gli ingressi alle principali attrazioni della città, i prezzi sono ormai in linea con gli standard europei, almeno nel centro storico.
Istanbul mi ha molto meravigliato, l’avevo sempre immaginata come una città arretrata, polverosa, non troppo pulita eppure abbastanza affascinante da meritare una visita.
Sono contento di essere andato a vedere con i miei occhi e di poter ora modificare quei vecchi pregiudizi: Istanbul è bella, molto bella, e riesce a trasmettere sicurezza nonostante sia in un’area considerabile “a rischio” (l’ultimo attentato con morti risale a luglio 2008).
La città si presente curata, pulita e ben servita dai mezzi pubblici, specie all’interno del centro storico.
Certamente la scelta dell’hotel si rivela fondamentale, in particolar modo per escursioni brevi come la nostra. Noi abbiamo soggiornato al Sapphire e una volta sul posto ci siamo resi conto di aver fatto una scelta perfetta: in tre giorni non è stato mai necessario prendere un solo mezzo di trasporto, tutto era raggiungibile a piedi immergendosi pienamente nei ritmi quotidiani della vita cittadina.
Nel quartiere dei bazar i venditori non sono particolarmente insistenti, basta rifiutare in maniera ferma e gentile e magari evitare di incrociare a lungo gli sguardi se non si ha intenzione di comprare o visitare un negozio. In fondo queste persone devono vendere e cercheranno di convincervi con tutti i mezzi della bontà delle loro merci. Una volta dentro… è difficile dire di no! J
Quindi, per concludere, Istanbul la consiglio a tutti. E’ un posto dove prima o poi tornerò perché per quanto abbia visto molto, sono sicuro di aver visto poco.
 
Omaggi (a) ottomani, G.

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lunedì, 06 ottobre 2008
IL RIEPILOGO PARTE VI

DSC00976Settembre: dopo la pigrizia dei mesi estivi, comincia una nuova e stimolante stagione lavorativa (ma non solo). A dire il vero ci sarebbe bisogno di vacanza, arriverà anche quella, intanto inizio il mese con una campagna stampa dedicata alla Portability ADSL. La notizia ottiene grande risalto e raggiunge la pubblicazione su oltre 100 testate!
Ma non è finita, perché è tempo di rifare le nuove brochure (venute benissimo e già in giro per l'Italia) e concludere un importante accordo con
Immediapress, un leader nella diffusione dei comunicati stampa. Faremo un anno con loro e ne siamo contenti, ci voleva!
Segnalo poi il matrimonio della mia amica Titti (auguri!) e la partenza del Tommy per gli USA... sono sicuro che saranno 50 giorni indimenticabili! Poi c'è stato uno strepitoso week end con uscita in barca e poi un altro a Bassano e Calcata con Enrico, Sonia, Bicio e Cato.
La voglia di partire aumenta, così organizzo anche io un mini viaggio, destinazione Istanbul.

Agosto: il mese non è certo dei migliori per concludere affari, su Internet poi non ne parliamo. E così, come ogni anno, dedichiamo il maggior tempo disponibile a fare i tanti "lavoretti" interni che vengono sempre rimandati e soprattutto per migrare gli ultimi server nella nostra nuova web farm.
Per una serie di insolite circostanze trascorriamo week end piuttosto "affollati", i conti Chirico sono spesso da noi e addirittura partecipiamo tutti insieme alla mistica processione in mare della Madonna di Porto Salvo... era da almeno 15 anni che non la vedevo!
Al termine del mese, dopo strenue resistenze e inviti respinti, cedo: sono ufficialmente iscritto a
Facebook! :-D

Luglio: Esordisce sul Web il sito di FNSpa e soprattutto annunciamo ufficialmente che la piattaforma BeSMS è diventata "mondiale", cioè siamo in grado di inviare messaggi in tutto il mondo!
La logica conseguenza di ciò è lo studio di un sito multilingue dedicato unicamente a questo settore... ci stiamo lavorando! ;)
A metà del mese inaguriamo su Ehiweb.it una sezione dedicata alla
stampa e sono contento di ricevere l'ultimo libro del mio amico Attilio Del Giudice, uno scrittore che non mi stanco mai di segnalare.
Ha cambiato casa editrice e mi viene chiesto di recensirlo, un compito che mi rende felice! Anzi, vi consiglio l'acquisto di
un libro di Attilio... provatelo anche voi!
E per finire: il 17 partiamo in 7 in un Fiat Ulysse diretti a Bologna, un viaggio da delirio che sarà solo la premessa alla grande festa del 18: Cato e Sophie si sposano. Assolvo nuovamente il ruolo del testimone e devo dire che siamo tutti bellissimi, abbronzatissimi, elegantissimi. Il matrimonio è stupendo, consumiamo energie praticamente fino all'alba... in quei giorni il
Top Hotel Park di Bologna ne ha viste delle belle! ;)

Omaggi, G.

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venerdì, 03 ottobre 2008
PROSSIME NOVITA' E PICCOLO TOUR

IstanbulAllora, lo so che non è Natale ma ho alcuni buoni propositi da annunciare: 1) visto che il mio post più frequente è il riepilogo semestrale, ho deciso di ridurre a tre mesi questa scadenza con un doppio effetto: ricorderò più cose e scriverò più spesso sul blog; 2) Lunedì 6 ottobre dovrei riuscire a mettere in atto questa intenzione, con il primo riepilogo del nuovo corso (lug/ago/sett); 3) Partirò per Instanbul il 7 ottobre e tornerò su questi schermi solo il 20, nel frattempo girerò tra Roma, Bologna e Milano ma... prometto di scrivere il diario di viaggio e pubblicarlo al rientro; 4) A breve pubblicherò anche gli appunti scritti in altre città (forse...)

Ecco, credo di essermi detto tutto, posso andare :)

Omaggi ottomani, G.

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martedì, 01 luglio 2008
IL RIEPILOGO PARTE V

besms_interQuesta volta l'appuntamento col mio riepilogo parte in ordine inverso, cioè dal mese più recente per finire a gennaio 2008. Ma soprattutto, inizio annunciando una favolosa novità: da ieri, 27/06/08, i nostri SMS arrivano in tutto il mondo! Abbiamo inaugurato la piattaformaBeSMS internazionale... e anche questa è andata! :)

Giugno: il mese vola letteralmente tra un lavoro prossimo alla pubblicazione (il sito di FN Spa, società dell'ENEA) e l'acquisto della nuova Web Farm a Bologna. Ora abbiamo un Data Center tutto nostro e infatti le promozioni di giugno le dedichiamo proprio ai Server, la nuova sezione creata su Ehiweb.it. La nostra nazionale, nel frattempo, non riesce a regalare le stesse emozioni dell'estate 2006 :( però annoto un grandissimo week end a Ponza a base di snorkeling e risate!

Maggio: il mio socio rientra dal Messico, per cui torno a Bologna e pianifichiamo le prossime mosse. Ritiro il nuovo PC portatile (un bellissimo DELL XPS 13'') e il 28 e 29 partecipo al Forum della Comunicazione a Roma: grandissima delusione, ne ho discusso anche su MList. Tra le cose belle, spiccano il 30° compleanno di Sonia al Corniolo e la finale vittoriosa della Roma in Coppa Italia contro l'Inter, vista in tribuna all'Olimpico.

Aprile: vado tre volte a Bologna visto che Gil sarà in Messico per circa 20 giorni, inauguriamo la nuova versione di BeSMS e cominciamo a lavorare sulla piattaforma internazionale. Iniziano le trattative per l'acquisto della Web Farm. Il 22 aprile vado a Milano per partecipare al Wireless Forum, sono ospite di AVM e l'esperienza è bellissima: tanti contatti, tante proposte. Alti e bassi.

Marzo: trascorro dei bei giorni a Berlino, dove mi reco per andare in fiera al CeBit di Hannover (ne parlo diffusamente nel post precedente). Al ritorno mi fermo a Bassano, passo un bel weekend e poi raggiungo Tommy a Roma per testimoniare (grandi!). A Bologna decidiamo di fare il nuovo forum di Aphorism e un restyling completo di tutti i nostri banner, mettendoli in linea con il resto del sito.  Il week end di Pasqua lo passo allegramente a Bassano e poi al paradisiaco Grottino di Anguillara, che ristorante!

Febbraio: il giorno 18 mettiamo on line il nuovo sito, e ho creato un post dedicato su questo blog. Come conseguenza di ciò iniziamo una lunga campagna stampa e di promozioni on line. Pubblichiamo l'upgrade del sito Sensualità a Corte, con la nuova funzione dedicata alle News, una cornice grafica e tutti i filmati della terza serie. Riunione a Bologna e grande week end a Bassano con i Conti, Bicio, Tommy e Pise.

Gennaio: comincia il nuovo anno e procediamo con la programmazione del 2008, facciamo riunioni a Bologna e trattative con Ad Maiora e Html.it per le campagne in corso. Dopo ciò c'è un solo grande obiettivo da raggiungere: quello previsto il 18 febbraio, e ce la faremo!

Omaggi, G.

 

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mercoledì, 04 giugno 2008
UN BREVE VIAGGIO A BERLINO

Muro di BerlinoVisto che non scrivo mai, ora vi beccate questo mega post!
Sono stato a Berlino a marzo ma solo oggi sono riuscito a pubblicare una parte del diario, come sempre spero sia utile a qualcuno in partenza e se ci sono domande da fare, sono qui.

Buona lettura!

05/03/08
Questa volta il viaggio non è solo per vacanza ma anche, anzi soprattutto, per lavoro.
Sono i giorni del CeBIT ad Hannover, la più importante fiera Hi Tech del mondo e riceviamo l’invito da parte del colosso AVM, produttore di dispositivi per Adsl e VoIP.
Cogliamo quindi l’occasione per andare in Germania e soggiornare nella capitale, dove incontreremo un altro partner di McLink.
Quindi con questi ottimi pretesti non ci pensiamo su due volte per prenotare voli e hotel. Come al solito facciamo tutto su Internet e così ci troviamo all’aeroporto di Ciampino per il volo Easy Jet che ci spedirà nella capitale teutonica :-D
Si parte alle 9.45 dopo un rapida procedura di sicurezza. In pratica, avendo fatto il check in on line, potevamo arrivare in aeroporto entro le 9.15 e passare direttamente all’imbarco, comodissimo! Il volo a/r è costato 120 Euro p.p.
Atterriamo all’aeroporto Schoenefeld di Berlino dopo due ore di volo e da lì prendiamo la S Bahn che ci porterà al centro della città in circa 40 minuti. I biglietti del sistema di trasporti pubblici costano 2.10 Euro e hanno validità di 2 ore.
Arrivati ad Alexander Platz, il cuore di quella che una volta era Berlino Est, abbiamo la prima sorpresa, assolutamente insolita: è in corso uno sciopero di tram, bus e metro che durerà 10 giorni! Ciò significa che l’unico mezzo di trasporto sarà questa S Bahn, vale a dire una ferrovia leggera che serve le zone principali della città.
Per raggiungere il nostro hotel Albertin in Smetanastrasse prendiamo un taxi (10 Euro per circa 6 Km.). L’hotel è un tre stelle, confortevole e nuovo. E’ silenzioso, pulito, la camera è grande e anche il bagno, quest’ultimo è completamente rivestito in marmo e non ha delimitazioni per la doccia: né tende, né vasche, né box, forte!
Lasciamo i bagagli e raggiungiamo la S più “vicina” (1.8 km. dall’hotel mentre il tram è a 20 metri… maledetto sciopero!) per andare in centro.
Torniamo su Alexander Platz e da lì procediamo per un favoloso percorso pedonale che ci porterà fino al Bundestag, il Parlamento tedesco.
Sono un appassionato di storia, in particolare di totalitarismi e seconda guerra mondiale, perciò attraversare quelle strade per me rappresenta un momento quasi mistico :)
Scorrono davanti ai nostri occhi la celebre Torre della TV (365 m.), Marienkirche (nel vestibolo ha un suggestivo affresco del 1485 ca., la “Danza della Morte”), Berliner Dom e Lustgarten, splendida piazza sede delle parate naziste. Attraversiamo il ponte in ghisa Schlossbrucke e cominciamo a renderci conto di quanto sia stata importante per questa città l’architetto Schinkel: praticamente tutto ciò che osserviamo è stato costruito da lui! Difatti passiamo dinanzi a un museo a lui dedicato, ospitato in una chiesa di mattoni rossi. Dopo è la volta di Bebelplatz su cui affacciano edifici come il Palazzo dell’Opera e la Alte Bibliothek.
Affascina osservare, al centro della piazza, un quadrato in plexiglass che rivela sotto il livello della strada una stanza bianca, con scaffali vuoti, a rappresentare una libreria. E’ l’installazione dell’artista israeliano Micha Ullman in ricordo del rogo dei libri tenutosi in quel luogo nel 1933, una piccola targa in bronzo riporta l’aforisma tristemente profetico di
Heinrich Heine: “Dovunque si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini.”
Procediamo davanti l’Università Humboldt e il monumento equestre a Federico il Grande (una beffa verso gli intellettuali, ritratti… sotto il posteriore del suo cavallo!). Procedendo per il corso principale Unter den Linden arriviamo sotto la porta di Brandeburgo, simbolo di questa città.
Le foto e la mia immaginazione l’hanno resa più grande di quanto sia in realtà ma il fascino che si respira è degno delle aspettative generate: ripenso ai sensazionali progetti nazisti (e la riqualificazione che avrebbe voluto Speer a guerra vinta), alle macerie causate dalla matricida ottusità nazista, alle scene di giubilo quella notte della riunificazione.
La passeggiata prosegue ancora, è la volta del Bundestag e della strepitosa cupola dell’inglese Foster. Completamente in vetro è aperta al pubblico e simboleggia la trasparenza della democrazia.
L’ingresso è gratuito, durante l’attesa il personale distribuisce degli opuscoli che spiegano come funziona il parlamento tedesco e la spirale che conduce alla sommità regala degli scorci panoramici bellissimi, fino alla rivelazione finale: Berlino, di notte, a 360 gradi.
Appagati da questa lunga passeggiata, torniamo ad Alexander Platz e ci dirigiamo verso un ristorante tipico, il Mutter Hoppe. Durante il tragitto passiamo davanti al Rotes Rathaus, il municipio della città, in mattoni rossi.
Il ristorante è frequentato da tedeschi e l’atmosfera è molto rilassante, ordiniamo una fettina di vitello alla berlinese (in pratica una cotoletta alla milanese con patate e pancetta) e un Esbein, vale a dire un grandioso stinco di maiale!
Tutto molto buono, davvero. Al termine ci avviamo verso la metro che ci porterà in hotel, pardon, vicino all’hotel… maledetto sciopero!

06/03/08
La sveglia è davvero all’alba. Dobbiamo raggiungere Hannover per partecipare al CeBIT ma prima di ciò abbiamo un appuntamento con un collega nella sede della Hertz dove ritireremo la macchina. Arriviamo sulla Frederickstrasse con 45 minuti di ritardo e dopo la pratiche di rito alle 10 siamo pronti a uscire da Berlino.
L’auto è una Mazda 5 e il navigatore un Magellan lento e piuttosto impreciso, in autostrada provo il piacere della guida senza limiti di velocità e alle 13.30 siamo ad Hannover, distante poco meno di 300 Km.
La fiera è enorme, anche troppo secondo me, all’interno i padiglioni sono serviti da servizi navetta per via delle lunghe distanze.
Ci dirigiamo al N. 13 dove espongono i nostri partner dell’AVM e incontriamo i nostri colleghi e trascorriamo la giornata con loro allo stand, vale a dire un’installazione a due piani con cascate d’acqua e bar panoramico sulla fiera… tanto per rendere l’idea sulle dimensioni.
Ci sono tutti i più grandi del mondo, parliamo con tante persone, visitiamo concorrenza ed esperti e concludiamo con la festa della birra riservata agli espositori. Alle 23.00 riprendiamo la strada verso Berlino, e ci fermiamo a Charlottenburg per lasciare il nostro compagno di viaggio.
Da lì prendiamo la Strasse de 17 Juni che incrocia in un’enorme rotatoria la Grosse Stern, una monumentale colonna commemorativa delle vittorie dell’esercito prussiano.
La strada prosegue fin sotto la porta di Brandeburgo magnificamente illuminata e poi non ci resta che raggiungere il letto, per una dormita non troppo lunga: il programma per domani è altrettanto intenso.

07/03/08
Ci svegliamo presto per fare una ricca colazione (spremute d’arancio, panini burro e marmellata, toast con salame e formaggio) e riconsegnare l’auto. Alle 10 in punto siamo quindi in Frederickstrasse e iniziamo la seconda parte della visita a Berlino. Cominciamo dal Checkpoint Charlie, un luogo dal sapore unico.
E’ il simbolo della divisione, della guerra fredda, dei momenti di crisi tra gli USA e l’URSS e probabilmente la voglia di democrazia nel 1989 l’ha rimosso troppo in fretta. Oggi è stato ricostruito per la gioia dei turisti ma quel gabbiotto di legno circondato da sacchi di sabbia, è piuttosto triste al centro di una strada super trafficata. Si poteva fare di meglio e probabilmente lo stanno già facendo, visto che tutto attorno l’area è un enorme cantiere. Rettifico, tutta Berlino è un enorme cantiere, ci sono lavori ovunque! D’altra parte solo 60 anni fa era una città rasa al suolo per l’80% della sua superficie e dopo la riunificazione la parte orientale ha dovuto colmare il gap strutturale rispetto alla parte opposta.
Procediamo per un pezzo seguendo il contorto percorso originale del muro, fino a trovare un pezzo lungo 200 metri conservato com’era allora. La strada è la Niederkirchner e a ridosso del muro, per tutta la sua lunghezza, c’è una mostra fotografica permanente sulla storia della città dall’ascesa del nazismo alla riunificazione: un percorso davvero fatto bene che termine davanti al museo Martin Gropius Bau progettato dall’omonimo architetto. La struttura presenta ancora i segni dei proiettili e delle schegge che l’hanno colpito durante il secondo conflitto mondiale.
La passeggiata prosegue poi fino ad arrivare all’interno del magnifico monumento all’Olocausto, una enorme labirinto fatto con blocchi di cemento, dove gli spazi vuoti che si attraversano simboleggiano la comunità ebraica decimata dalle persecuzioni naziste.
Ci dirigiamo quindi verso il museo della cultura ebraica che è considerato un’opera d’arte sin dalla sua struttura architettonica, opera di Libeskind (il progettista del futuro WTC di New York).
Il palazzo, se visto dall’alto, ha la forma di un fulmine e rappresenta una stella di David “aperta”, le pareti hanno finestre lunghe e strette posizionate in punti diversi, in modo che non si riesca a decifrare il numero di piani presenti all’interno.
La visita è bellissima, da fare con l’audioguida, e l’interazione che offre per raggiungere il giardino Hoffmann e la torre dell’Olocausto, sono indimenticabili. Sentire il tonfo della pesante porta che si chiude alle spalle e lascia soli nel freddo buio del cemento, fa venire i brividi. L’effetto ottenuto dall’unico spiraglio di luce presente in alto è suggestivo: la flebile illuminazione può rappresentare una nuova via, la speranza, la catarsi.
Usciti dal museo torniamo verso Potsdamer Platz per vedere il Sony Center (alla cui progettazione ha contribuito il nostro Renzo Piano) ma onestamente non mi ha colpito granché, piuttosto al suo interno ho apprezzato la conservazione sotto vetro delle mura dell’hotel Esplanade, che per non essere distrutte sono state “spostate”, restaurate e conservate, creando un riuscito mix tra passato e presente.
Per cena raggiungiamo un collega a Oranienburger Strasse, un animato quartiere multietnico che negli ultimi anni è diventato il cuore delle notti berlinesi, e ne approfittiamo per vedere da vicino la splendida cupola dorata della Nuova Sinagoga.
Dopo entriamo nel maestoso palazzo Tacheles che ospita un centro sociale e artisti della scena off berlinese e una volta preso un aperitivo al Caffè Zapata rientriamo verso Alexander Platz.
Camminando verso il Rotes Rathaus attraversiamo il Marx-Engels-Forum dove ci sono le statue dei due filosofi, il tempo di scattare qualche foto e ci sediamo affamati in una tavernetta proprio di fianco al Mutter Hoppe dove mangiamo molto bene e riguadagniamo le forze necessarie per tornare in hotel!

08/03/08
Oggi è il giorno della partenza, non abbiamo molto tempo a disposizione per via dello sciopero dei mezzi che ci rende complicato il trasferimento in aeroporto.
Riusciamo però a organizzare una passeggiata fino a Sanatorium 23, un locale che mi avevano consigliato degli amici per via del singolare design degli interni.
Percorriamo gran parte della lunghissima Frankfurter Allee e una volta di fronte alla nostra méta… scopriamo che è chiusa!
Dai, sarà un buon motivo in più per tornare a Berlino!
Buon viaggio a me, a voi.
G.

 

 

 

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venerdì, 14 marzo 2008
TUTTO NELLE VOSTRE MANI

Locandina Nelle tue maniRealizzare un film non è facile: bisogna creare armonie, risolvere problemi, pensare e agire 24 ore su 24.

L'aiuto regista di questa pellicola diretta da Peter Del Monte, è Tommaso Valente, un mio caro amico.

E voglio che siano le sue parole a presentare un lavoro portato faticosamente a termine, che finalmente arriva nelle sale e che si affida alla tremenda legge dei numeri per sopravvivere ai soliti noti.
Che facciamo? Gliela diamo una mano? diffondiamo questa notizia?:)


Direttamente dal verbo di Tommaso Valente:

Fresco e appassionante, sentimentale e ironico, passionale e commovente: dopo l'anteprima al Torino Film Festival, esce oggi nelle sale italiane "Nelle tue mani", di Peter Del Monte, con una incredibile interpretazione di Kasia Smutniak e Marco Foschi che conferma ancora una volta la sua bravura.
Il sottoscritto, invece, ha avuto il piacere di sgobbare, e non poco, come aiuto regista. Il film è un piccolo miracolo produttivo, realizzato grazie all'impegno del regista, della troupe tutta e dalla volontà delle società (11 Marzo e Blue Film) che, non senza difficoltà, lo hanno prodotto senza fondi statali di sorta o finanziamenti televisivi.
Il suo approdo in sala ha qualcosa di miracoloso in un paese ingrato come questo e il film è bello e godibile in tutti i sensi. Ovviamente sto consigliandovi di andarlo a vedere (il prima possibile visto che i risultati della prima settiamana sono quelli che determinano la tenitura futura del film nelle sale) e, soprattutto, di spargere la voce nel caso dovesse piacervi.


Dove andare a vederlo...
 

Roma  > Fiamma e Greenwich   
Milano > Eliseo  
Torino > Nazionale   
Napoli > Filangieri e America    
Genova > City    
Bologna > Odeon  
Bari > Esedra
Firenze > Colonna   
Bergamo > Il Borgo  
Reggio > Emilia Rosebud  
Ferrara > Manzoni  
Treviso > Edera 
Udine > Visionario
Ancona > Azzurro
Barletta > Paolillo
Faenza > Sarti
 

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martedì, 19 febbraio 2008
ECCOLO, ANCHE QUESTA E' FATTA!

Dopo tanto lavoro non ho altro da dire, piuttosto visitate il sito ché tanto parla da sé! ;)

Ehiweb.it

Ah... ecco, una cosa da dire c'è! I ringraziamenti di rito!
Quindi, un grazie speciale va a: Gilberto, Matteo, Marco C., Daniele, Fred, Giuseppe, Elisabetta, Emiliano, Francesco e Marco L.

Per qualsiasi richiesta, contattatemi.

Omaggi, G.

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martedì, 08 gennaio 2008
IL RIEPILOGO PARTE IV

LogoFritzShopTanti auguri per questo nuovissimo 2008. Tempo di bilanci e buoni propositi, così mi appunto quello che ho fatto nei mesi precedenti. Vediamo un po'...

Giugno 2007: iniziano i mesi estivi, il lavoro diminuisce e ci dedichiamo a cose che durante l'anno sono state messe da parte. Nascono nuove collaborazioni tra Aphorism.it e altri siti, che si traducono in questa pagina
Nel corso del mese aiuto il mio grande amico e regista Tommaso Valente a promuovere il suo sito ma soprattutto il suo documentario Casilina Express. In bocca al lupo Tommy :)
Riceviamo una specie di offerta per cedere tutta la società :) e quasi moriamo dalle risate! :) dopo gli exploit di Ricucci & Co. i furbetti del quartierino spuntano come funghi. Vogliono fare i ricchi senza un soldo in tasca... mah...

Luglio: cerchiamo nuove affiliazioni e alcune le troviamo anche interessanti. Soprattutto, però, poniamo le basi insieme ai tedeschi di AVM del nuovo progetto web su cui lavoreremo: Fritzshop.it.
Verso la fine del mese esce un comunicato stampa congiunto Ehiweb-Ad Maiora, pubblicato su moltissimi siti

Agosto: è un delirio. Mentre tutti sono in ferie noi giriamo come pazzi per banche e assicurazioni in cerca di una fidejussione che ci permetta di fare business direttamente con Telecom. Apprendiamo ancora di più quanto sia complicato fare impresa in Italia se sei giovane e senza i "contatti giusti". Ma non ci diamo per vinti e alla fine... ce la facciamo! Iniziamo i lavori per un'azienda che rivende yacht.

Settembre: il lavoro di un intero mese si concentra su un solo obiettivo: il VON del 27 e 28 a Roma. In quei giorni presentiamo ufficialmente il Fritzshop.it nello stand allestito da AVM. Il sito è il primo e-commerce italiano dedicato esclusivamente alla linea di prodotti Fritz!, ed è un successo. Su invito degli organizzatori, entro a far parte della giuria del primo concorso di poesia del blog Rosso Venexiano

Ottobre: è il mio compleanno, visito Siviglia e Granada e su tutto il resto preferisco glissare. Iniziamo la collaborazione con Expedia e poi con IBS. Cominciamo i lavori per Sinergi-e, l'impresa in cui si è lanciata Annalisa: in bocca al lupo anche a te! ;)

Novembre: facciamo una campagna stampa nazionale con Cast ADV, per lanciare il Fritzshop. Il sito di Sinergi-e va on line a tempo di record ma soprattutto terminiamo i lavori sulla nostra nuovissima infrastruttura ADSL, così siamo finalmente pronti a presentare il nuovo prodotto: Geo ADSL
Festeggiamo degnamente il 30° compleanno di Cato.

Dicembre: deliri natalizi, belle notizie e anche brutte. Il Cato mi annuncia il suo matrimonio, a luglio, e mi nomina testimone (è il terzo!). Scrivo la premessa al libro di una nuova autrice a cui auguro tanta fortuna. Queste erano le belle, le brutte non meritano neanche di entrare nel mio 2008, iniziato con una favolosa festa di fine anno!
E' un periodo di svolte e cambiamenti, specie per quanto stiamo nascondendo nel cassetto. Ormai ci siamo quasi, ma per le dichiarazioni ufficiali non farò passare 6 mesi: scriverò un post dedicatissimo a questa novità che è ormai alle porte...

Omaggi, G.

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sabato, 20 ottobre 2007
10.000 VOLTE GRAZIE!

E sì, sono arrivato a quota 10.000 visite e non aspettavo altro che poter tradurre questo traguardo in un ringraziamento esteso a quanti hanno visitato il blog da quel lontano novembre 2003.

Quindi i 10.000 grazie si dividono tra quanti mi hanno letto all'inizio, quando gli aggiornamenti erano frequenti, a chi ha continuato a leggermi anche da quando mi sono trasformato in ex blogger, a chi mi ha scritto, a chi ha commentato, a chi non c'aveva niente da fare che stare qui, a chi c'è capitato per sbaglio.

Insomma, io ringrazio tutti, ho fatto un giro sui blog e si usa così: anche se non ve l'ha chiesto nessuno, autocelebrarsi è di moda. Fatelo anche voi, pure alla soglia delle 1.000 visite, che ve frega?! :)

Anzi, sapete che c'è? Approfitto di questo momento per presentare l'ultima creatura sfornata dalle nostri menti: il Fritzshop, il primo e-shop italiano dedicato agli hardware della linea Fritz, riconosciuto ufficialmente dall'AVM, l'azienda tedesca che li produce.

Vi auguro buona navigazione e se ne farete... buone spese! ;)

10.000 omaggi, G.

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giovedì, 13 settembre 2007
UN NUOVO SITO DA VEDERE!

Anna_ValleInterrompo il silenzio perché oggi è un giorno importante: abbiamo pubblicato on line il sito ufficiale della "nota fotografa della Capitale" di cui parlavo nel riepilogo parte III, mese di aprile.

Abbiamo lavorato sodo, impiegando lo stesso staff che aveva lavorato al sito di Marcello Cesena ed è venuto fuori un bel lavoro.

Ma veniamo a noi: Sonia Maccari, ecco il suo nome, aveva deciso che era il momento giusto per far conoscere i suoi scatti all'enorme tribù di Internet e così ha scelto noi per il suo esordio virtuale. Un po' perché siamo bravi e un "po' tanto" perché... siamo grandi amici da anni!

Lavorare per gli amici non è mai semplice per vari motivi, ma le sfide mi divertono sempre e devo dire che ci siamo tutti divertiti alla grande :-)

Ora Sonia, talentuosa free lance, ha una cornice digitale in cui esporre le sue foto; una cornice senza confini che rende i suoi scatti visibili a chiunque, in qualsiasi parte del mondo.

Le gallerie attualmente ospitano foto di reportage, set di cinema, istantanee e ritratti.
Riconoscerete volti noti del mondo dello spettacolo e potrete apprezzare foto davvero suggestive. Troverete Eleonora Giorgi, Kasia Smutniak, Michele Placido, Marco Foschi, Anna Valle, Alessandra Mastronardi, Enrico Chirico, Pietro Sermonti, Mario Monicelli e altri...

Ora non mi resta che lasciarvi l'indirizzo giusto, buona visione su soniamaccari.it

Omaggi, G.

PS: come sempre ringrazio chi ha lavorato alla realizzazione di questo sito, in particolare: Marco, Gilberto, Matteo e Francesco.

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mercoledì, 06 giugno 2007
IL RIEPILOGO PARTE III

30 anni DanAllora, il workshop a Bologna è andato benone, se tutto va come le nostre previsioni ne faremo altri due a Milano e Roma ma ne riparliamo a settembre/ottobre!
Adesso mi faccio il solito riassunto di quanto fatto negli ultimi mesi... si riparte da dicembre 2006, via!


Dicembre (2006): campagna advertising sul quotidiano Latina Oggi, compriamo le manchette a colori di prima pagine, quelle affianco alla testata per intenderci. Un buon prezzo per fare brand ;)
Il mese trascorre tra sistemazioni di tre siti fatti in passato, riunioni programmatiche per il 2007 (anche le aziende hanno i loro buoni propositi...), spaventose liste di auguri e grandi festeggiamenti di fine anno in una stupenda torretta medievale.

Gennaio: mese di spese. Ho comprato una nuova scrivania, un nuovo pc, casse, cuffie, microfono, penna usb. Insomma una postazione pc rinnovata per affrontare meglio il nuovo anno. Su Ehiweb sistemiamo le pagine di alcuni sezioni (housing e telefonia VoIP) e iniziamo la campagna dei saldi. Il 27 gennaio si sposa il nostro Tonico, io e altri 3 tatuati testimoniamo alla promessa! E che festa... :)

Febbraio: ritiriamo le nuove brochure con le nuove proposte commerciali e i nuovi colori. Mettiamo on line i nuovi banner in flash dedicati all'hosting e inauguriamo la pagine degli amici di Aphorism.it. Il giorno 10 festeggiamo i 30 anni del Dan con una festa delirante, Brazil! :) (vd. foto)

Marzo: trascorro qualche giorno nella sede di Bologna e il 27 e 28 a Roma per il Forum sull'Innovazione Digitale organizzato da IDC. La data clou del mese è però il 14 marzo, giorno del rilascio del sito Sensualità a Corte: un successo strepitoso! Seguono giorni di panico puro...

Aprile: cominciano i lavori per il sito personale di una nota fotografa della Capitale:) e inizia anche tutta l'attività per il workshop: comunicati stampa, inviti, lettere e l'organizzazione in generale si portano via buona parte del mese, inclusi i giorni trascorsi nuovamente a Bologna. Dall'1 aprile la nostra famiglia si allarga, un designer professionista si lega a noi, benvenuto Marco! ;)

Maggio: la data importante è quella del workshop di cui ho già parlato in abbondanza, poi c'è tutta la preparazione delle promozioni di giugno che sono ovviamente ancora attive, fatevi un giro! :) Terminano i lavori di archiviazione iniziati a Febbraio su Aphorism: la crescita è stata di circa 100 autori al mese tra emergenti e nomi celebri, grazie anche all'impegno certosino di Paolo!

Ok, anche stavolta è andata. Ora ritorno ai miei lavori, ogni tanto farò qualche aggiornamento (dai, svelerò chi è la fotografa del sito...), altrimenti ci risentiamo tra 6 mesi con un altro maxi riepilogo.

Omaggi, G.

 

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